Il Tirreno

Livorno

«Lassù sarà la guerra ma noi siamo pronti»

Giulio Corsi
«Lassù sarà la guerra ma noi siamo pronti»

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LIVORNO. Si abbracciano i giocatori amaranto dopo la sirena. E si fanno abbracciare dal pubblico impazzito dopo questa partita meravigliosa.

Davide Marchini, espulso venerdì ma ieri in campo dopo che la società ha pagato la penale, ha gli occhi spiritati. «Dopo gara-tre ci siamo guardati in faccia – racconta – e ci siamo detti che non era finita. Messa spalle al muro questa squadra ha sempre avuto una reazione e anche stavolta non ha tradito. Andiamo a Piacenza con la cazzima che abbiamo avuto in gara-quattro».

Luca Toniato, eroe del giorno, è uscito anzitempo per un colpo alla mano. Ma tranquillizza i tifosi: «Ho preso una botta, ma penso che non sia niente». Mercoledì insomma ci sarà. Su questa serie infinita racconta: «Loro hanno sbagliato partita ma sono fortissimi. Mercoledì sarà un’altra partita, un’altra guerra. La partita ricomincia da zero a zero. Sarà un inferno ma noi ci sentiamo pronti».

Coach Gigi Garelli sorride: «Non vogliamo proprio andare in vacanza». Poi entrando nell’analisi della finale tiene i piedi a terra, come nel suo stile: «L’avevamo detto, ogni partita ha una storia differente. Abbiamo messo grande energia, preso fiducia facendo ciò che avevamo previsto. È stata una partita molto intensa, di grande spessore e di attenzione nonostante siamo alla tredicesima partita dal 16 maggio». Resta l’ultima, la più importante:«Il mio auspicio è di riuscire a mettere in campo lo stesso tipo di energia. Piacenza ha perso tre partite in un anno, due delle quali con noi in una settimana. Dobbiamo ripetere le cose che abbiamo fatto in quelle occasioni...». —



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