Gioco
Libertas, si fa la storia Ramagli: «Azzerare tutto niente è ancora deciso»
Alle 20.30 al Modigliani Forum l’ultima partita casalinga degli amaranto: con la vittoria si va alla “bella” di Piacenza. Il coach della Tezenis: «Livorno ha dimostrato di poterli battere»
Andrea Masini
LIVORNO. È il giorno della verità per la Libertas, l’ennesimo, il più importante dopo gara-quattro a Bernareggio e la quinta semifinale.
Alle 20.30 al Modigliani Forum gli amaranto affronteranno Piacenza per riportare la serie in parità. Ammannato & C. hanno una sola freccia al proprio arco: se vincono vanno alla finalissima di mercoledì prossimo in Emilia. Altrimenti festeggerà la Bakery.
Alessandro Ramagli – livornese, capo allenatore della Tezenis Verona – era al Modigliani Forum venerdì sera e ci sarà anche stasera, in occasione di gara-4.
Coach, che partita ha visto?
«In equilibrio per trenta minuti, poi le giocate individuali di Perin l’hanno spaccata. E sotto di 10 punti, a 6/7 minuti dalla fine, per la Libertas la salita si è fatta ripidissima. Niente, però, è ancora deciso. Livorno ha dimostrato di saper battere Piacenza e ci riproverà anche in gara-4».
Secondo la sua esperienza, cosa dovrà correggere la squadra di coach Garelli per portare la serie a gara-5?
«Non mi permetterei mai di fare valutazioni, in un senso o nell’altro; semplicemente ribadisco il concetto che l’inerzia è girata in un lampo. Si affrontano due squadre che hanno vissuto un campionato di vertice: la Bakery ha vinto il proprio girone e la Opus è arrivata seconda nel suo. Proprio per questo non escludo una quinta battaglia».
Ci sta dicendo che sarà la testa a fare la differenza?
«I playoff non c’entrano nulla con la regular season, vincere di 30 o di un punto vale comunque uno. Ogni volta si resetta, quindi sono sicuro che domani (oggi, ndr) la Libertas venderà carissima la pelle e farà di tutto per guadagnarsi la quinta a Piacenza. Come la Bakery, anche Livorno ha giocatori in grado di dominare le partite. Staremo a vedere…».
Che giudizio dà della stagione degli amaranto?
«Intanto vediamo come andrà a finire, ma voglio dire che la stagione della Libertas 1947 è da considerarsi ultra positiva a prescindere da chi andrà in A2. Non ci scordiamo, infatti, che fino alla scorso anno la società era in Serie C Silver ed ha compiuto passi da gigante, specie in termini di struttura e solidità. Ovviamente quando si va ad un ballo si vorrebbe ballare sempre con la ballerina più bella, ma l’altro contendente in questo caso è un signor avversario come la Bakery».
Che effetto le ha fatto rivedere il pubblico livornese sugli spalti di uno dei palazzi più belli d’Italia?
«Ci voleva proprio, dopo un anno e mezzo di palazzetti vuoti e silenti; i tifosi riempiono il cuore di chi combatte sul parquet e tornare a vedere persone che indossano la maglia dei propri beniamini è stato qualcosa di eccezionale. Il pubblico, il calore e l’ambiente contribuiscono in maniera decisiva sugli aspetti emozionali del mondo dello sport».
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