Gioco
Libertas ko in gara uno di finale promozione a Piacenza: ora servirà reagire
Gli amaranto reggono tre tempi poi affondano in gara-uno. Contro la riposata Piacenza pesa la stanchezza di cinque semifinali
PIACENZA. Vince Piacenza, ma per almeno tre quarti la Opus Libertas ha dimostrato di poter mettere sabbia negli ingranaggi della Bakery. Poi la stanchezza – oltre a 24 palle perse e un insufficiente percentuale da 3 punti – ha condannato i ragazzi di coach Garelli, letteralmente travolti in nel quarto periodo dai padroni di casa arrivati anche a più 34. Stanchezza inevitabile, al termine di un ciclo di 9 partite racchiuse in 20 giorni che hanno massacrato la Libertas dal punto di vista fisico e mentale. Tutto il contrario di una Piacenza riposata (grazie all’esclusione di Rimini dal campionato causa Covid), con sole tre fatiche sulle spalle e l’unico dubbio, subito stracciato, di aver perso un po’ di ritmo gara.
La squadra del coach livornese Federico Campanella (miglior allenatore dell’anno) ci ha messo pochissimi istanti ad azzannare la giugulare di una Opus che si è sciolta come neve al sole durante un ultimo periodo di grandissima sofferenza (28-12 il break). A questo punto la domanda è: saprà reagire la Opus fra 24 ore? La risposta è sì. Lo ha già fatto. E sicuramente ci proverà. Con il cuore e l’orgoglio che l’ha contraddistinta fino ad oggi.
Il primo canestro della finale playoff è di Luca Toniato, mentre Piacenza è troppo Vico dipendente (3-7); la Opus va sempre a cercare i vantaggi spalle a canestro e si conferma prepotente a rimbalzo, specie con Castelli. Ma dall’altra parte c’è una squadra dal talento smisurato che, in un amen, firma il primo allungo con le triple in transizione di Marco Perin (ex Don Bosco) e Sebastian Vico (17-11). Piacenza è in fiducia totale e stordisce una Opus che replica timidamente con Casella e Marchini. Sono 27 i punti subiti dai livornesi al primo mini intervallo, troppi per coltivare sogni di gloria su uno dei campi più difficili del panorama cadetto.
Il solito Perin - bravissimo a costruirsi le soluzioni dal palleggio - infiamma il Pala Franzanti con la bomba del +15 (30-15), in attesa che Ricci tamponi l’emorragia con un gol da 3 punti che sa tanto di ossigeno. Livorno prova a mordere - nonostante le troppe palle perse - ma ogni volta la Bakery la ricaccia a 10/12 lunghezze di distanza. Il ventunesimo punto di Vico (saranno 28 alla fine) in avvio di ripresa spinge i suoi sul 52-36. Forti suona la carica con lo scippo e due punti facili e le triple di Ammannato e Casella risvegliano la Opus da 4 minuti di letargo. Adesso è la Libertas ad avere in mano l’inerzia, grazie anche al siluro di Antonello Ricci (il migliore dei suoi per atteggiamento). Con pazienza i ragazzi di Garelli tornano a -6 (60-53), prima della nuova folata piacentina (74-53) che gela il popolo libertassino. —
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