Gioco
Libertas 1947, è la notte del riscatto: un blitz a Piacenza vale mezza serie A2
Il coach Gigi Garelli suona la carica in vista di gara due della finale promozione: «Possiamo ribaltare la gara di domenica»
LVIORNO. Dopo gara-uno di finale Vujadin Boskov avrebbe detto: “Meglio perdere una partita di 29 punti che 29 partite di uno”. È con questo spirito che la Libertas si presenta questa sera sul parquet di Piacenza per la seconda sfida della serie. Tuttavia è chiaro che il 94-65 è un’ammaccatura profonda sullo scafo libertassino. Inevitabile che imponga qualche riflessione: «Abbiamo testato con mano che giochiamo contro una squadra molto molto forte», dice coach Gigi Garelli.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:sport:1.40388763:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/sport/2021/06/14/news/libertas-ko-in-gara-uno-di-finale-promozione-a-piacenza-ora-servira-reagire-1.40388763]]
Forte e neanche distratta dalla lunga inattività, coach…
«Noi dello staff tecnico non abbiamo mai pensato neanche per un momento che ci saremmo trovati di fronte un avversario non pronto. La Bakery non solo era pronta, ma prontissima. E assai preparata – come era giusto che fosse – sulle nostre cose. Per Piacenza – che è la più forte dell’intero panorama – parlano i risultati: hanno vinto la Coppa Italia e tra le 64 partecipanti al campionato di serie B sono la squadra che ha perso meno partite. Pensare che non fossero in tiro per la finale era un’illusione infantile».
Ha una strategia per riequilibrare la serie?
«Bisogna solo pensare che dobbiamo far meglio di domenica sera. Dobbiamo essere più presenti a noi stessi ed essere meno soggetti ad up and down di rendimento».
In particolare come?
«Dobbiamo essere meno arruffoni e più precisi in attacco e più solidi in difesa. In altri termini dobbiamo metterci in condizione di parità dal punto di vista della costanza di rendimento. In questo senso la prestazione di domenica è stata deficitaria».
Merito loro o demerito Libertas?
«Faccio fatica a trovare il 51-49. Loro hanno avuto molti meriti. Noi demeriti, dovuti a tutte quelle cose che ci siamo detti miliardi di volte: la stanchezza fisica e mentale e il poco tempo a disposizione per preparare la partita».
Ora si riparte da 1-0 e la serie può essere ancora lunga…
«Adesso è fondamentale che si sappia resettare. E che ci si presenti in campo nel migliore dei modi. Dobbiamo avere la capacità di prendere le cose negative di domenica e trasformarle in positive e mantenere le poche cose buone dell’altra sera e farle incidere sul campo e non a parole. Non è semplice, ma a questo livello, in finale, trovi solo i più bravi e di facile non c’è proprio nulla. Ripeto: se qualcuno prima della partita si era illuso e non pensava che Piacenza non fosse la migliore del lotto e quella con cui fare i conti per ottenere il massimo risultato, era fuori strada».
La Libertas però ha dimostrato di avere infinite risorse tecniche e umane...
«Certo. Se siamo lì significa che una ragione c’è. E quindi dobbiamo essere fiduciosi ed essere conviti di poter sovvertire la tendenza emersa in gara-uno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
