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Primavera ko ad Arezzo, ma la vera sconfitta è la fine di un ciclo

Alessio Traversi
Primavera ko ad Arezzo, ma la vera sconfitta è la fine di un ciclo

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Alessio Traversi

AREZZO. Non è riuscita la Primavera amaranto a disturbare la festa dell’Arezzo, che con la quattordicesima vittoria in sedici partite chiude il girone al primo posto con otto lunghezze di vantaggio sul Livorno.

Certo per i ragazzi di Juriy Cannarsa vincere avrebbe avuto un valore esclusivamente simbolico, quello di dimostrare che con un po’ di fortuna in più e qualche distrazione in meno il primato avrebbe potuto essere anche loro. Ma evidentemente era destino che la stagione, complicata a prescindere per le sofferte vicende societarie, dovesse concludersi con un ultimo boccone amaro in quella che doveva essere la gara decisiva e invece non è riuscita nemmeno dare l’ultimo sorriso agli amaranto.

Ciò non toglie che gli ospiti ci abbiano provato fino al termine, sfruttando lo slancio di un modulo sempre più collaudato e rassegnandosi solo dopo il fischio finale.

L’Arezzo dal canto suo non ha ovviamente concesso niente e dopo un’animata fase iniziale è passato in vantaggio sfruttando un’autorete; poco prima dell’intervallo il Livorno ha però ristabilito la parità con Murati, instancabile cursore di fascia più volte in gol in questo scorcio finale di stagione.

Nella ripresa la differenza l’ha fatta Verdelli, che a un quarto d’ora dalla fine ha trovato lo spiraglio giusto per infilare il due a uno, costringendo di nuovo gli amaranto a inseguire, stavolta però senza successo.

Per il gruppo di Cannarsa si è chiuso così il sipario su un campionato che potrebbe essere ricordato come una sorta di spartiacque tra quello che il settore giovanile amaranto è stato negli ultimi vent’anni e quello che sarà nel prossimo futuro. Comunque vada restano le tante belle imprese compiute, a partire dal titolo nazionale Berretti conquistato quattro anni fa; e resta un patrimonio storico che non deve essere disperso. Dopo la retrocessione della prima squadra tra i Dilettanti, sarebbe l’ennesimo smacco alla storia della società. –

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