Gioco
Il coach, l’argentino e il ruolo di favorita. Ecco i segreti di Piacenza rivale della Libertas per la serie A
Domenica 13 giugno la prima gara della serie decisiva in Emilia. Ecco le sfide chiave tra gli esterni e i lunghi delle squadre
LIVORNO. Uno squadrone: questo è la Bakery Piacenza. Con pochissimi punti deboli e una ricchezza tecnica fuori dal comune. Caduta soltanto tre volte in stagione e vincitrice, ad aprile, della Coppa Italia di Serie B. A farne le spese fu anche la Libertas 1947, sconfitta in semifinale, a Cervia, al termine di una battaglia lunga 40 minuti e risolta, nell’ultimo minuto, dal talento di Sebastian Vico (uno che tra l’altro era stato vicino a vestire la maglia Opus la scorsa estate). E sarà proprio l’argentino, in Italia dal 2004, l’osservato numero uno per una la Libertas 1947 che, domani sera, si tufferà nella finale playoff per la promozione in serie A2 sul parquet del Pala Bakery (tampone gratuito per tutti i possessori del biglietto). Pazzesca si annuncia la sfida sotto i tabelloni, che vedrà protagonisti l’altra arma illegale del torneo - Marco Ammannato (15 punti abbondanti di media mei playoff) - e Michael Sacchettini che, nelle tre partite disputate con Firenze, ha dominato con 21 punti di media. Il reparto lunghi della Piacentina si completa con mister esperienza Duilio Birindelli (il capitano) e Marco Planezio, ala di un’utilità clamorosa sia nella metà campo difensiva, sia in quella difensiva. Sul perimetro, oltre a Vico, antenne rivolte su Marco Perin, testa e cuore del clan Bakery: grossetano di nascita, prodotto del settore giovanile della Mens Sana Siena, passato anche da Livorno ai tempi del Don Bosco in Serie B (con la quale raggiunse la semifinale playoff), è oggi un giocatore maturo in grado di realizzare e assistere i compagni in qualsiasi modo e momento della partita.
Al suo fianco Edoardo Pedroni, piombinese del’98, playmaker dal talento cristallino e cambio perfetto di Perin. E ancora Czumbel e El Agbani, under assetati di crescita che non guardano in faccia nessuno. Il tutto miscelato dall’entusiasmo di Federico Campanella, livornesissimo, figlio di un grande arbitro (Maurizio, scomparso nel 2008), che ha iniziato il suo percorso in panchina come vice di Stefano Corsini nelle giovanili della Pallacanestro Livorno, salvo poi formarsi al Basket Livorno (con Paolo Moretti e Sandro Dell’Agnello) e alla Mens Sana Siena (nello staff di Simone Pianigiani). Prima di camminare da solo con Cecina e Montecatini.All’appello, tuttavia, mancherà Lorenzo De Zardo, uno dei top player del campionato cadetto ma fuori uso per la rottura del legamento crociato anteriore; al suo posto è arrivato tempestivamente Giovanni Gambarota, jolly proveniente da Molfetta dove era compagno di Vittorio Visentin, il pivot inserito dalla Libertas 1947 in seguito all’infortunio di Ivan Onojaife ma che adesso, con il ritorno di Castelli, è costretto alla tribuna per raggiunto limite di over a referto.
Dicevamo di Gambarota: giocatore utile, ma profondamente diverso da De Zardo, tant’è che coach Campanella ha riorganizzato l’assetto "premiando" Liam Udom (classe 2000 cresciuto alla Sancat Firenze) in termini di rotazioni, minutaggio e sostanza. Per completare il quadro un po’di storia: i primi passi della Bakery Sport risalgono al settembre 2011 quando Marco Beccari, imprenditore piacentino, decise di far sbocciare il suo amore per lo sport in un progetto: una squadra di basket. Nacque così la Bakery Basket, un nome che trae origine dalla realtà industriale di Beccari e che, tramite l’acquisizione del diritto del Basket Roveleto, iniziò il suo cammino in C1, fino a toccare quella Serie A2 che, nei prossimi giorni, farà di tutto per ritrovare. --
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