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La Libertas 1947 risorge dall’inferno e porta la semifinale a gara cinque

Andrea Masini
La Libertas 1947 risorge dall’inferno e porta la semifinale a gara cinque

Impresa epica nella bolgia brianzola, mercoledì  9 giugno lo spareggio per la finale promozione per andare in Legadue   

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BERNAREGGIO. Grande. Grandissima Libertas. Con sudore e merito - da aggiungere al fondamentale rientro di Riccardo Castelli, che come aveva annunciato il presidente Consigli ha gettato le stampelle per tornare in campo -, la Opus Libertas 1947 espugna il Pala Reds di Bernareggio e mercoledì 9 giugno, sul parquet del Modigliani Forum, si giocherà l’accesso alla finalissima playoff per la promozione in A2 alla prima avventura nel campionato di Serie B Old Wild West.

Un’autentica prova di forza e carattere quella sfornata dai ragazzi di coach Garelli in una partita vinta e persa decine di volte negli ultimi minuti, frutto di lucidità, consapevolezza e anche di ferocia, sfruttando la pesante assenza tra i lombardi di Stefano Laudoni, giocatore cardine del roster a disposizione di Cardani ma squalificato per alcune offese rivolte agli arbitri al termine di gara-3. Alla fine è un trionfo e la sofferenza degli ultimi giri di lancetta con Bernareggio che si riavvicinava come un ossesso rende ancora più bella questa impresa.

«La Fenice risorge dalle sue ceneri brucia e semina distruzione», grida Roberto Consigli mentre i ragazzi in maglia amaranto si abbracciano in mezzo al parquet in questa palestra-inferno da cui sembrava impossibile uscire indenni. A sorpresa - dopo quasi tre mesi - Garelli si gioca subito la carta Castelli in quintetto, mentre Ammannato (con dedica ai tifosi) bagna la contesa con una tripla. Bernareggio soffre in maniera evidente l’assenza del suo uomo simbolo, tanto che lo stesso Ammannato realizza 7 punti nei primissimi minuti (5-12).

Il timeout di Cardani rigenera la Vaporart che ribatte con un break di 10-0 e il primo quarto va in archivio sul 19-20 Opus. Le due squadre si rispondono colpo su colpo, a suon di bombe e schiacciate infiammando una gara-4 di rara intensità; stavolta a trascinare la Libertas 1947 è Leonardo Salvadori, spalleggiato da capitan Francesco Forti chirurgico dalla linea dei 6.75 (30-36) e anche nella metà campo difensiva, sporcando una miriade di palloni che mandano in tilt i padroni di casa, addirittura spinti a -12 ad una manciata di secondi dalla pausa lunga.

L’avvio di ripresa è tutto di marca Opus, brava a sfruttare l’intesa tra Ammannato e Salvadori dentro e fuori dall’area; il sussulto Vaporart arriva dalle mani dolci di Tsetserukou e Aromando, ma la pazienza dei livornesi genera una nuova fiammata che permette di tornare in doppia cifra di vantaggio e andare all’ultimo intervallo con un margine (abbastanza) rassicurante (54-63). Il siluro di Antonello Ricci mette le ali alla Opus, che non arretra di un centimetro e gira la palla a meraviglia.

Nel frattempo la Vaporart, con Laudoni out, perde anche Tsetserukou (distorsione alla caviglia che lo terrà fuori probabilmente anche per gara-5) e per Livorno il tappeto rosso verso il Modigliani Forum è srotolato con ampio anticipo. Anzi no: una sfuriata dei locali riapre tutti i giochi sul 69-72. Castelli è siberiano dalla lunetta, Marchini idem. Stavolta sì, è finita. Nonostante l’ennesima vita di una Vaporart dalle mille, ma veramente mille, risorse.

La Libertas 1947 espugna il fortino brianzolo, con merito e, soprattutto, con clamorosa qualità. Perché se il ritmo di Bernareggio aveva impressionato (specie in gara2 e in gara3), lo stesso vale per le mani pregiatissime di Ammannato (una vita in A2), Castelli e Salvadori e per il cuore di capitan Forti. Imprevedibile gioventù contro esperienza in quantità industriale: si deciderà così una gara-5 che si preannuncia pazzesca.

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