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Lamberti su Bonaccorsi: «Macché dimenticanza, noi alla Pielle non viviamo di ricordi come la Libertas»

Giulio Corsi
Lamberti su Bonaccorsi: «Macché dimenticanza, noi alla Pielle non viviamo di ricordi come la Libertas»

Il responsabile delle relazioni esterne risponde alle accuse dell’ex playmaker che non è stato invitato alla serata promozione: «Festeggiamo chi ci ha portato in serie B, non le vecchie glorie» 

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LIVORNO. Pasquale Lamberti, dirigente Pielle e responsabile delle relazioni esterne. Cosa risponde all’accusa di tradimento lanciata da Claudio Bonaccorsi per non essere stato invitato alla festa della promozione in B?

«Rispondo che abbiamo festeggiato, insieme alla città, la squadra che ha vinto un campionato di C e ci riporta in serie B dopo 18 anni».

Dunque non è stata una dimenticanza?

«È stata una scelta. Abbiamo voluto festeggiare le nuove glorie, non le vecchie».

Ma la presenza di Bonaccorsi, di Diana o di Lanza non avrebbe oscurato i protagonisti di quest’annata...

«Non abbiamo invitato ufficialmente e volutamente nessuna vecchia gloria».

Perché?

«La Pielle è onorata del suo glorioso passato ma abbiamo smesso da tempo di guardarci indietro. Guardiamo solo e unicamente in avanti e il futuro oggi sono questi ragazzi di vent’anni».

Perché questa rottura con la storia, una storia che è nel Dna dei tifosi e che è benzina per il grande attaccamento che ancora c’è?

«Appunto: i nostri principali sostenitori sono proprio i tifosi. Non è una rottura, è costruire il futuro».

Siete riusciti nell’impresa di far citare a Bonaccorsi la Libertas come un modello da seguire. “Una cosa del genere a Fantozzi non l’avrebbero mai fatta”, ha detto al Tirreno...

«Rispondo dicendo che i complimenti che mi hanno fatto più piacere sono stati quelli di Lanza per la vittoria».

Anche Bonaccorsi vi fa i complimenti…

«Se vi sembrano complimenti… direi complimenti interpretabili».

Fa i complimenti alla squadra per la vittoria del campionato e alla società per come si è mossa.

«Lo ringraziamo…».

Questa polemica che vi ha rovinato la festa. Dica la verità: tornando indietro invitereste Bonaccorsi?

«Assolutamente no, abbiamo festeggiato i protagonisti di un’impresa e permettetemi di fare l’elenco: Iardella, Lemmi, Congedo, Tempestini, Thiam, Portas Vives, Nannipieri, Zeneli, Kuvekalovic, Da Prato e Fini».

Nessuna vecchia gloria, ma avete invitato Lucarelli...

«È venuto a portare il saluto e i complimenti di Stefano Bandecchi. Era in rappresentanza del nostro main sponsor, che può fregiarsi di un altro record, il fatto che sul palco c’erano due allenatori vincenti della sua grande squadra, Ternana e Pielle. Lucarelli era parte della festa Unicusano Pielle».

È sicuro che i tifosi la vedano come voi dirigenti?

«Quelli con cui parlo io – e sono tifosi di un certo peso – pensano che società stia lavorando per il futuro e sono al nostro fianco».

Bonaccorsi ha raccontato che alcuni tifosi sono andati a casa sua donandogli il biglietto numero 1...

«Non esiste il biglietto numero 1, non è mai esistito».

È vero che Bonaccorsi si era offerto per dare una mano? Che ruolo avrebbe voluto ricoprire?

«Non l’ho capito bene, comunque la società è già strutturata e i risultati ci hanno dato ragione».

Martedì alla riapertura del palasport al pubblico per la semifinale di serie B della Libertas, i cugini avevano invitato la vedova di Alberto Bucci: avete una linea completamente diversa...

«Intanto non li chiami cugini, non lo sono. Per noi sono semplicemente una delle altre squadre della città. Il fatto è che noi viviamo questa fase del basket in maniera culturalmente diversa dagli altri. La Libertas vive autocelebrandosi del passato che abbiamo avuto tutti, noi guardiamo avanti. Loro vivono di amarcord, noi la storia cerchiamo di scriverla nuova».

La Libertas per la verità si sta giocando il ritorno in serie A2...

«Noi abbiamo vinto sul campo, a differenza di chi si compra i titoli. Che cosa può celebrare la Libertas? Magari quando vinceranno il campionato, sono talmente forti...». —

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