Gioco
La resa di coach Pistolesi dopo la retrocessione del Jolly: «Si è chiuso un ciclo»
L’allenatore dell'Acli dopo la sconfitta che ha decretato la serie B: «Costretti ad allenarci in otto con me e mio figlio a dare una mano: gravissimo»
LIVORNO. Finisce nella maniera peggiore il campionato di A2 femminile per Jolly Acli: retrocesse dopo il ko nella finalissima contro il Cus Cagliari, e dire addio alla categoria. «Sono amareggiato – spiega coach Marco Pistolesi-. Purtroppo la partita ha preso la piega di gara uno a Livorno e non siamo riuscite a incanalarla come gara due e su questo terreno loro sono state favorite. Noi abbiamo le nostre colpe, quando si è infortunata Ljubenovic (distorsione alla caviglia a 14’ dalla fine, ndr) anche se è vero che eravamo un po’ sotto, ci abbiamo messo troppo a recuperare, e nel momento decisivo abbiamo sbagliato due o tre difese. Ho dovuto fare una scelta, anche forte togliendo negli ultimi minuti Degiovanni mettendo Sassetti perché bisognava evitare che Saias – la migliore delle sarde – continuasse ad affettarci come stava facendo. La soluzione sembrava funzionare anche perché abbiamo pressato un po’ meglio e siamo rientrate. Sulla tripla del pareggio di Evangelista sembrava cambiata l’inerzia però dopo abbiamo fallito ai liberi. Meriti all’avversario che è riuscito dove noi non siamo riusciti».
E la squadra?
«Vedere le ragazze piangere negli spogliatoi mi ha fatto veramente male. Non riesco ad allenare separando il lato umano dal lato tecnico. Con qualcuna il percorso è iniziato quattro anni fa, con altre biennale, con qualcuna solo quest’anno. Dispiace tanto perché le ho viste crescere e non so se ci saremo ancora. Sono sicuro che loro sono migliorate, come sono sicuro che per molte non sarà certo uno stop ma una tappa per una carriera che auguro a tutte loro la migliore possibile».
Coach cosa dire di questa stagione?
«Quest’anno abbiamo trovato dodici squadre migliori di noi, e torniamo nella categoria inferiore. Sono sì molto amareggiato, ma sono anche molto sereno. Si chiude un percorso che ha dato molte soddisfazioni e dove ci siamo anche divertiti. Una magnifica esperienza che termina nella maniera più amara. Personalmente, mi sento la coscienza a posto perché ho dato tutto, cuore, testa, impegno, disponibilità. Ovviamente avrò fatto errori, anche tanti a livello tecnico tattico, però onestamente dal punto di vista umano sono tranquillo. Noi abbiamo fatto tutti i playout in otto, con me e con mio figlio, quando poteva, ad allenarci per dare una mano. Questo, in A2, lo ritengo una gravissima responsabilità ma non certo mia o delle giocatrici. E credo non ci sia niente da aggiungere, ma solo da riflettere».
Adesso cosa succederà?
«Ieri per tutti noi è scaduto il contratto. Adesso ci sarà da riflettere, da metterci al tavolino e studiare il da farsi sia da parte mia che della società. C’è chi parla di ripescaggio certo, ma credo sia ancora presto per affrontare il tutto, anche se per me il discorso ripescaggio, sul quale ovviamente potrà essere la società a saperlo, non ha alcun senso, non mi va proprio come idea ecco». —
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