Gioco
Il Jolly esce per Cagliari: Livorno retrocede in B, il sogno salvezza in frantumi all’ultimo minuto
Le rosablù avevano pareggiato i conti a meno di 100 secondi dalla sirena. Pistolesi attacca: «Responsabilità gravissime, ci siamo allenati sempre in otto»
CAGLIARI. Il sogno svanisce in Sardegna e la serie B da oggi diventa realtà. La sfida senza un domani se l’aggiudica il Cus Cagliari e per il Jolly Acli sono solo lacrime. Gara tre playout salvezza di serie A2 è sicuramente stata emozionante. Le livornesi, pur mettendoci anima e cuore come sempre, hanno dovuto rincorrere le locali che, spinte da un’irrefrenabile Saias, e pur perdendo a metà gara per infortunio slovena Ljubenovic, hanno gestito meglio l’emozione e il campo.
Parte male il Jolly. Contratte sia in attacco che in difesa, le labroniche si vedevano costrette a subire la furia delle sarde: una mai sazia Saias si scopre grande, permettendo al Cus di prendere, dopo 10’, un buon margine di vantaggio (più 11). Nel successivo quarto continua a non scaldarsi la mano delle labroniche che costruiscono molto bene, ma non riescono a finalizzare, né nelle conclusioni dall’arco né dentro l’area.
Ed anche in difesa le cose non vanno meglio, con le padrone di casa che potevano così incrementare e toccare il massimo vantaggio sul più 13 (24-11) dopo 14’. Per fortuna qualcosa si muoveva. Sara Ceccarini provava a suonare la carica con una bomba, seguita da Orsini che metteva dentro due punti d’oro. Dall’altra parte le sarde cominciavano finalmente a sbagliare e si andava così all’intervallo lungo con il Jolly in ritardo di 8 lunghezze, ma con una partita aperta più che mai.
Nella ripresa, con la stanchezza che per tutte cominciava a farsi sentire, partiva meglio il Jolly con Patanè che finalmente riusciva ad alzare la voce sotto le plance, segnando punti preziosi che, con il canestro pesante di Evangelista faceva recuperare fino al meno 5. Ljubenovic rispondeva con una bomba, ma nel cadere si slogava la caviglia, dovendo abbandonare il parquet. Il Jolly a questo punto cercava di sfruttare al meglio il gioco sotto i tabelloni, presentandosi all’ultimo quarto sotto di sole cinque lunghezze.
Ultima frazione ovviamente di fuoco con il nervosismo soprattutto da parte delle sarde a farla da padrone. Ma il Jolly non riusciva ad approfittare dell’assenza della lunga slovena e invece continuava a subire la piccola Saias spina nel fianco per la difesa, che prendeva sulle spalle il Cus riacquistando punti e fiducia (48-38 a 5’ dalla fine).
Gli ultimi minuti erano incandescenti con l’inerzia finalmente dalla parte delle rosablù che sospinte dall’infaticabile Ceccarini e ben supportata da Orsini, rimontavano fino a pareggiare i conti con una bomba di Evangelista a 1’36” dal verdetto. Una serie di errori, palle perse e il Jolly con Evangelista dalla lunetta a 48” dalla sirena poteva mettere il muso avanti. Ma la palla bruciava ed entrambi i tiri mancavano il bersaglio. Dall’altra parte Prosperi non sbagliava e la bomba di Giangrasso del possibile pareggio non entrava.
Gioia infinita per il Cus, tristezza infinita per il Jolly che comunque ci ha provato e pur in otto, pur con tutte le difficoltà vissute in questo finale di stagione, è veramente meritevole di un grande applauso. Applauso che va esteso anche a coach Pistolesi ed al suo vice Ferretti, bravi nel mettere su un gruppo di giovanissime in grado di lottare fino all’ultimo. Alla fine proprio Pistolesi, nell’elogiare le proprie ragazze, si leva dei macigni dalle scarpe nei confronti della dirigenza: «Ci siamo allenati sempre in otto con me e mio figlio costretti a fare nono e decimo – accusa –. Si tratta di responsabilità gravissime, non certo mie o delle ragazze».
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