Gioco
In seimila al palasport quell’epopea fa sognare
Tutto esaurito al palazzo dello sport, con più di 6000 presenti. Così si legge sul Tirreno del 28 maggio 1981, dove due pagine celebravano il trionfo libertassino. “La Libertas corona un sogno, battuto il Giovinetti, gli amaranto sono in A2”, titolava a sei colonne il nostro giornale con la cronaca di Aldo Della Nina. Il risultato (86-84) era lo specchio di una finale thrilling, segnata, ad un lunghissimo minuto dalla sirena, da due tiri liberi del capitano libertassino Massimo Giusti che mandarono in delirio il palasport di via Allende non ancora intitolato a Bruno Macchia.
«Ero convinto, troppo tranquillo per sbagliare. Mi è bastato qualche attimo di concentrazione per rendermi conto che non potevo fallire e così è stato», raccontò a fine partita Giusti.
Il tabellino di quel giorno storico riporta Giroldi 24 punti, Fantozzi 21, Giusti 15, Muti 14, Pironti 6, D’Amico 6, Falsini e Launaro a secco, Tessarolo e Musetti non entrati.
Per la Libertas, come ricordava Massimo Pilo sul giornale, fu una vendetta gustata fredda, con 11 anni di distanza, dopo la beffa nel 1970 di Cantù, anche allora al termine di una serie entusiasmante e drammatica. “Nel 70 la Norda (che poi è diventata la grande Sinudyne) poté contare sui favori e sulle compiacenze degli arbitri, stavolta la Libertas ha dovuto fare tutto da sola”.
L’epopea di quella stagione, adesso si riaccende nelle menti dei tifosi libertassini che sognano di riportare indietro il tempo a 40 anni fa. E, inutile negarlo, l’incastro degli anniversari, questo quarantesimo tondo tondo, è una cabala che fa sperare. —
Giulio Corsi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
