Gioco
Stop all’operazione Pls, il marchio Us torna nel cassetto
La decisione del club Magnozzi «Troppe frammentazioni nella tifoseria». Ma Livorno Popolare insiste: «L’idea dell’azionariato resta in piedi»
Gianni Tacchi
LIVORNO. Il “no” di tantissimi tifosi all’ipotesi di un secondo Livorno in serie D, come emerso anche dal reportage di ieri del Tirreno, ha cambiato le carte in tavola. E ci sono state delle conseguenze.
Intanto lo storico club di tifosi Mario Magnozzi, che tramite il presidente Enrico Fernandez Affricano aveva ripreso e registrato il marchio Us Livorno, ha rimesso nel cassetto lo stesso marchio «perché siamo in un momento di divisioni e frammentazioni all’interno della tifoseria».
Poi ecco il mezzo passo indietro del comitato Livorno Popolare, da giorni in prima fila per la proposta Us in collaborazione con la Pro Livorno Sorgenti: come rivela l'avvocato Gianluca Boirivant, «senza l'apporto di tutte le componenti della città, il progetto di un altro Livorno non può funzionare».
Insomma, le parti in gioco tornano a concentrarsi sul futuro dell’As Livorno e sperano che Aldo Spinelli lasci in modo definitivo. Perché sì, sui due Livorno in serie D ci sono opinioni contrastanti, ma sul «ripartire senza Spinelli, Aimo, Presta e soci» sono tutti d'accordo.
IL MAGNOZZI SI SMARCA
La decisione di soprassedere la questione Us Livorno è arrivata dal consiglio direttivo del club Magnozzi. «L'Us Livorno – è la nota del club – deve unire tutte le componenti per un solo scopo, l'amore per questa maglia. Vogliamo comunque ringraziare la Pro Livorno Sorgenti e i ragazzi che stanno lavorando con impegno e passione per l'azionariato popolare».
Ancora più chiaro il commento del presidente Fernandez Affricano: «Lo scopo di registrare il marchio era quello di proteggerlo e tutelarlo, per poi darlo gratuitamente alla città per ritrovare lo spirito di una volta. Non vorremmo però creare dualismi. Un secondo Livorno? In questo momento non lo vedo, in questo momento bisogna pensare solo a sistemare la posizione dell'As Livorno. Per un percorso differente serve l'unione da parte di tutta la tifoseria».
L.P. aspetta fine giugno
Nel frattempo Livorno Popolare chiarisce che «la possibilità di collaborare con la Pro Livorno Sorgenti era una proposta e non ancora un progetto».
«Una proposta – aggiunge l'avvocato Boirivant – per cercare di risolvere una situazione pesante per tutti i livornesi, cioè essere ostaggi degli attuali soci dell'As Livorno. Questa strada era ed è possibile solo con il supporto di tutte le componenti, dall'amministrazione comunale alla tifoseria organizzata passando per i club e la stampa, ma abbiamo riscontrato molte divisioni fra i tifosi e dobbiamo prenderne atto. E chiaramente, senza questo supporto, la proposta non può andare avanti». Ma il comitato Livorno Popolare non si ferma qui. «No, la partita dell'azionariato popolare è ancora valida e resta in piedi. A questo punto dobbiamo aspettare fine giugno per vedere quale sarà il futuro dell'As Livorno: aspettiamo noi come aspettano tutti i tifosi. Le accuse di Bottai sul farci pubblicità? Meritiamo rispetto. Qui ci sono tanti ragazzi e professionisti che lavorano gratuitamente investendo tempo, risorse ed energie».
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