Gioco
La società neanche risponde a Livorno popolare: «Mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi»
L’offerta resta lettera morta. Boirivant: «Non è tollerabile. Ora andrà valutata anche l’ipotesi di lasciare l’As di Spinelli»
LIVORNO. A.S. Livorno Calcio-Livorno_Popolare 0-0. I dirigenti amaranto non hanno risposto alla proposta di acquisto della società recapitata dai promotori dell'azionariato popolare giovedì 13 e scaduta ieri senza senza nessun atto formale da parte del club. Il presidente del Comitato Livorno_Popolare Gianluca Boirivant ci va giù duro: «Non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Non ci aspettavamo l'accoglimento della nostra offerta. E nemmeno un contatto diretto, visto che abbiamo trattato per il tramite dei legali nostri e loro, ma questo silenzio ci infastidisce molto».
Perché? Non dica che non avevate contemplato questa possibilità....
«Il fatto è che la loro inerzia dal nostro punto di vista è una mancanza i rispetto per le oltre tremila persone che hanno aderito a Livorno_Popolare. Tutto questo è ancora meno tollerabile alla luce della contestazione civile degli oltre cinquecento tifosi che due settimane fa erano in Piazza Civica. Tutte queste persone avrebbero meritato una risposta».
E invece...
«Ci aspettavamo la convocazione per un incontro ufficiale, l'apertura di un dialogo. E invece non ci è arrivato neanche un 'no grazie' La considerazione è stata pari a zero Ogni offerta può essere accettata o no, ma almeno merita di essere valutata e di diventare oggetto di discussione».
Avevate definito la vostra proposta come irrinunciabile. Perché?
«Il nostro progetto metteva in conto anche la possibilità che ci accollassimo oltre 1,3 milioni dei debiti che ha l'attuale società. Altre proposte, invece a giudicare da ciò che abbiamo letto sul giornale, non contemplavano questa ipotesi. Anzi. il punto di partenza degli altri era questo: il Livorno ripiana, noi acquistiamo previo aumento di capitale. La nostra idea era più vantaggiosa. Avevamo inserito come debito da accollarci quello aperto con i fornitori, una parte di quello erariale e di quello nei confronti dell'amministrazione comunale».
Nonostante questo, siete stati snobbati...
«Incredibilmente. Avevamo dato a questi dirigenti la possibilità di uscire non in modo dignitoso, ma senza un vero e proprio bagno di sangue economico. Pensate: per arrivare a fine stagione servono 2,5 milioni, come ha detto il sindaco revisore. Per questo motivo serve un aumento di capitale di pari importo e un altro milione e mezzo per costruire un progetto economico e tecnico per il futuro. Ci sono scadenze improcrastinabili da rispettare il 31 maggio e il 30 giugno. Se il Livorno non ottempera ai propri adempimenti l'anno prossimo non fa neanche la serie D. Eppure nell'assemblea di mercoledì hanno parlato tutto tranne di aumento di capitale. Il loro è un continuo procrastinare le decisioni in attesa che entri qualche nuovo soggetto. Per tutti questi motivi avevamo bisogno di una risposta immediata».
Superato il termine di scadenza dell'offerta che cosa farete?
«La dead line non era perentoria. Abbiamo dato un termine perché qui non c'è tempo da perdere. La non risposta è comunque una risposta chiara. Ora Livorno_Popolare deve decidere che cosa fare da domani. Per questo motivo da domani proporremo sulla nostra pagina facebook un sondaggio rivolto a tutta la città».
Che tipo di sondaggio?
«Questo: Livorno_Popolare deve proseguire il lavoro sin da subito alla costituzione di un progetto cittadino unitario per generare una nuova realtà calcistica. Si o no?».
Quindi abbandonereste l'A.S. Livorno Calcio?
«Sarebbe un passo doloroso, ma necessario. Dobbiamo liberarci di questa società. Il sondaggio ha una sua logica, una sua dignità. Vogliamo sapere se la città è pronta ad abbracciare un progetto nuovo».
Non è un sondaggio atto a valutare la fattibilità di questa operazione"?
«No, quella l'abbiamo già valutata. Vogliamo capire se la città, i tifosi, gli ultras, la stampa, i club, sono pronti ad abbracciare qualcosa di nuovo. Se la risposta sarà positiva allora proseguiremo in modo trasparente come abbiamo sempre fatto, altrimenti ci faremo da parte». —
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