Gioco
Ramagli a Verona ha fatto (quasi) tredici «Ecco la mia ricetta Livorno? Derby in B»
l’intervista
Andrea Masini
LIVORNO. Come andrà a finire non lo possiamo sapere, ma di una cosa siamo certi: chiunque abbia ambizione di salire in A1 dovrà vedersela con la Tezenis Verona del livornese Alessandro Ramagli, attualmente in testa al girone Giallo con 12 punti (A2 Old Wild West), due in più di Treviglio e quattro sulla coppia Milano (Urania) e Ferrara. Una squadra capace di mettere insieme dodici vittorie consecutive (l’ultima a Ferrara) e che, sotto la guida di Ramagli (subentrato a febbraio ad Andrea Diana), ha saputo risalire dalla terz’ultima posizione nella regular season, fino alla vetta.
Coach, in che modo è riuscito a ribaltare una situazione tanto complicata?
«Partiamo dal presupposto che ho a disposizione ottimi giocatori e il merito è di chi questo roster lo ha allestito la scorsa estate. Poi, però, qualcosa si è inceppato e quando sono arrivato la mia prima partita l’abbiamo persa a Biella. Ho cercato di toccare le corde che reputavo giuste e trasmettere senso di responsabilità ai ragazzi».
C’è un episodio chiave, o una partita, che le ha fatto capire che non solo la Scaligera aveva la possibilità di risorgere, ma pure di “aggredire” di prepotenza il campionato?
«Vincere aiuta a vincere. E vincendo cresce velocemente l’autostima. Se dovessi scegliere un crocevia, dico la vittoria esterna di Udine. Ci ha fatto capire che non eravamo quel brutto anatroccolo che pensavamo di essere…».
L’esperienza del Ramagli, al servizio di un talento pazzesco come Lorenzo Caroti: quanti e quali margini di miglioramento ha il playmaker cecinese?
«Si tratta di un elemento ancora giovane e molto interessante, arrivato a Verona dopo aver fatto il titolare a Treviglio. Saper attaccare il campo non è un qualità che s’insegna, o ce l’hai o no. Purtroppo Lorenzo ha vissuto una stagione a singhiozzo per infortuni vari, ma ora sta bene e sta tornando nei su’ cenci, come si dice Livorno. Domenica a Ferrara, è stato decisivo con le sue accelerazioni. Sapete chi mi ricorda? Spissu. Che a Bologna (Virtus, ndr), nell’anno della promozione in serie A (con allenatore Ramagli, ndr), è maturato e oggi guida Sassari. Appena Lorenzo capirà, ancor meglio di quanto già faccia ora, come gestire e dettare i ritmi non avrà problemi a farsi valere in A1».
Quanto è difficile per un allenatore gestire un campionato così particolare e segnato dal Covid?
«Ogni volta che effettuiamo i tamponi un po’ di preoccupazione c’è, inutile girarci intorno. Il mio auspicio, come quello di tutti, è di aver vissuto una stagione irripetibile, nel senso che rimanga un caso isolato. A mio avviso, la competitività è una delle sfumature più belle dello sport e quest’anno, in diverse circostanze, è venuta meno per questioni legate a quarantene e virus».
Parlando di basket livornese, si aspettava un exploit così della Libertas 1947?
«Sul fatto che fosse una buona squadra, in grado di poter entrare nei playoff, penso non ci siano mai stati dubbi. Gigi (Garelli, ndr) è un amico e un grande allenatore, se a questo aggiungiamo l’entusiasmo legato al progetto e la capacità dei ragazzi nel sopperire alle difficoltà, ecco che il primo, o secondo posto, sorprende ma non troppo».
Anche la Pielle sta andando a mille: secondo lei alla città farebbe bene un campionato con due squadre nella stessa categoria?
«Decisamente. Ad entrambe le società faccio il mio più sincero in bocca al lupo per i rispettivi finali di stagione, ma non scordiamoci che la passione, quella vera, per il basket è nata con le due squadre in Serie B. Il vento, stavolta, sembra davvero buono…».
Da qualche giorno circola la voce che Walter De Raffaele sia uno dei principali candidati al post Sacchetti in nazionale. Cosa ne pensa?
«Ovviamente faccio il tifo per Meo e per l’Italia in vista del preolimpico. Ma se in futuro il timone azzurro cambierà comandante, non posso immaginare un candidato migliore di Walter che, per me, è come un fratello. Sarebbe un orgoglio per la città e per il tradizione livornese». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
