Gioco
Spinelli e soci oggi decidono il futuro ma l’intenzione sembra di non mollare
I tifosi in attesa ma sempre più convinti: se non vanno via tutti, si punterà a ripartire dal basso con l’Us Livorno
livorno. Il futuro del calcio a Livorno stavolta non è più nelle mani di Aldo Spinelli e dei suoi soci. Lo è il futuro dell’As Livorno Calcio, ma tra i tifosi ormai la strada sembra tracciata: o questi dirigenti se ne vanno tutti, o questa società verrà abbandonata al suo destino e si ripartirà dal basso con il vecchio e glorioso marchio dell’Us Livorno. Certo, è un percorso tutto da comprendere e da scrivere, per molti versi anche tortuoso, ma per molti questa è l’unica strada per non essere ancora schiavi dei soliti noti. E oggi di sicuro sarebbe un progetto estremamente condiviso.
Intanto vediamo quello che succederà oggi. Non è stata fissata nè un’assemblea dei soci, nè un Cda, ma online andrà in scena un summit tra tutti i soci. Dovrebbero esserci dunque Spinelli, Aimo, Presta e Gherlone. Non è invece annunciata la presenza di Navarra e Ferretti che dunque a questo punto sono fuori da tutti i giochi. Tra l’altro La Lucentissima, società che a inizio stagione deteneva il 18% del Livorno Calcio tramite appunto Ferretti, è fallita. E oggi non dovrebbe esserci neanche Heller, che ormai è in guerra con Spinelli: probabile che i soci confermino la volontà di farlo fuori.
E cosa faranno invece dell’As Livorno Calcio? Non ci risulta che, nei fatti, ci siano intenzioni di valutare con serietà le offerte di Favilla e Maurya. Anche perché queste offerte partono dal presupposto che Spinelli paghi i debiti pregressi, ma a queste condizioni (dunque con la società “pulita”) allora i piemontesi vorrebbero andare avanti da soli. Con quali soldi non si sa.
Per chiudere la stagione serve comunque un altro milione e mezzo e da qualche parte questi soldi andranno trovati se c’è la volontà di non chiudere bottega. E chi potrà mettere questi soldi se non Spinelli? Non si capisce però per quale motivo si continui a tenere in vita una società agonizzante, piena di debiti, con al timone della gente che nessuno vuole più vedere, oltretutto con alle porte un campionato di serie D che rischierebbe di essere senza ambizioni. Sembra quasi una volontà di infierire.
C’è chi sostiene che l’unico obiettivo di Genova sia quello di non fallire per evitare guai più grossi. Ma i tifosi non sono più interessati a questo genere di giochetti e la manifestazione di venerdì l’ha confermato a chiare note. Se oggi questo gruppo di dirigenti deciderà di andare avanti, c’è la forte probabilità come detto che avvenga l’abbandono completo da parte di tutta la tifoseria. Sarebbe un gesto clamoroso, che avrebbe una grande eco anche a livello nazionale, ma forse l’unica via d’uscita per mantenere almeno la dignità.
Intanto è probabile che oggi il sindaco Luca Salvetti prelevi dalla fideiussione i soldi che l’As Livorno deve al Comune per affitti non pagati.
Potrebbe essere il primo passo, mentre il secondo sarebbe addirittura la chiusura dello stadio. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
