Toscana
Impianti, Caprilli e campioni. Ecco la ricetta di Giannone per il futuro dello sport livornese
Il dirigente proseguirà l’avventura alla guida del Coni provinciale fino al 2024 «Dopo la pandemia più aiuti alle società. Il rischio? Un buco generazionale...»
LIVORNO. Giovanni Giannone proseguirà guiderà il Coni provinciale di Livorno anche per il quadriennio 2021/2024; un incarico delicato, in un momento di grande difficoltà dopo l’emergenza pandemica: «Stiamo lavorando perché la ripartenza sia la migliore possibile il compito del Coni sarà stare vicino alle società ed essere per loro un punto di riferimento durante la trasformazione del mondo dello sport, anche in funzione delle riforme approvate dal Governo».
Giannone, su quali basi poggerà il suo mandato?
«Vorrei consolidare il filo diretto con le amministrazioni per sviluppare un piano relativo all’impiantistica prima che le criticità attuali diventino sempre più gravi e insormontabili. Col Comune di Livorno, ad esempio, è in corso un dialogo per inserire alcune aree nel piano urbanistico e destinarle alla realizzazione di infrastrutture sportive. Il Covid non troverà risoluzione in tempi brevi, e quindi pensare a delle tensostrutture leggere – anche per basket, pallavolo, sport di combattimento e altro – è un’ipotesi da non scartare a priori. A Rosignano, invece, sono partiti i lavori alla pista di atletica e nel verde intorno, dove sorge la tensostruttura del basket».
A proposito di impianti: la perdurante chiusura di un polo come la Bastia ha generato problemi per la carenza di orari e spazi di allenamento. Quando pensa che, almeno la palestra, possa tornare a disposizione?
«A Livorno la pallavolo non dispone di un impianto di riferimento, e la Bastia avrebbe tutte le caratteristiche per esserlo. La soluzione migliore è individuare due gestori, uno per la parte terrestre e uno per l’area natatoria. Una cosa è certa: la città ha bisogno di ritrovare quella struttura nel più breve tempo possibile».
E sul futuro dell’ippodromo?
«Rispondo ricordando il pensiero che, nel 2017, espresse il presidente del Coni nazionale Giovanni Malagò nella visita all’area del Caprilli in relazione al progetto della vasca per il surf da onda. Del resto a Tokyo la tavola debutterà come disciplina olimpica…».
Ai recenti campionati Assoluti il nuoto livornese ha confermato uno standard di livello internazionale…
«Faccio i complimenti al movimento, ancora una volta ai vertici nazionali e con già in tasca i pass olimpici di Gabriele Detti e Sara Franceschi. Il nostro territorio ha dimostrato di essere uno snodo chiave per il nuoto azzurro: penso ad Alberto Razzetti, atleta genovese che un anno fa ha scelto Livorno e il nostro tecnico Stefano Franceschi per centrare il pass olimpico. Infine, mi auguro che pure l’attività giovanile torni presto alla normalità, altrimenti si creerà un buco generazionale per via dei due anni della pandemia. Senza dubbio, la riapertura delle vasche di via dei Pensieri è stata determinante».
Dal nuoto alla boxe cambia la sostanza, ma non il risultato.
«I titoli italiani conquistati da Jonathan Sannino e Vairo Lenti non mi meravigliano più di tanto: la tradizione labronica nel pugilato ha radici profonde, con partecipazioni ai Giochi Olimpici e grandi risultati. Di conseguenza questi ragazzi rappresentano i degni eredi di chi li ha preceduti sul ring. E alla boxe voglio aggiungere la lotta, con una sempre più fitta presenza di atleti e tecnici nelle delegazioni azzurre».
L’atletica, che lei conosce molto bene, sta vivendo un cambio generazionale?
«È un movimento in salute: la speranza è che gli ottimi risultati ottenuti in campo giovanile proseguano in ambito Assoluto, attraverso l’appoggio dei gruppi sportivi militari».
I livornesi Francesco Marrai e Giulia Quintavalle sono stati eletti nei consigli nazionali del Coni, rispettivamente nelle categorie Atleti e Tecnici. E anche questo, se vogliamo, è un successo…
«Significa che il nostro territorio è riconosciuto ai massimi livelli. E parlando di Marrai, quindi di vela, sarebbe anche giunto il momento di tornare a investire sui circoli nautici e sulla individuazione di aree con accesso al mare. Un argomento, quest’ultimo, messo in un cantino subito dopo la chiusura del centro di preparazione olimpica. È inoltre fondamentale investire in strutture ricettive (foresterie, ndr), per far sì che i raduni delle nazionali e di atleti che vogliono allenarsi a Livorno diventino una costante».
Ultimo ma non ultimo, un progetto che sappiamo starle molto a cuore: il Giocosport è tornato attivo, giusto?
«Sì, nelle scuole primarie dove gli ambienti all’aperto e la volontà dei dirigenti scolastici ce lo hanno consentito. Era ed è una priorità per il bene dei bambini, relegati per troppo tempo in casa e comunque in molti casi senza fare sport». —
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