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serie a2 femminile 

Jolly, la salvezza passa da Civitanova «Bestia nera ma ce la giochiamo»

Donatella Domenici
 Jolly, la salvezza passa da Civitanova «Bestia nera ma ce la giochiamo»

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Donatella Domenici

LIVORNO. Andati in scena quasi tutti i recuperi di regular season di serie A2 femminile, finalmente anche per il Jolly Acli il futuro, che sappiano da tempo si chiama playout, è chiaro. Se infatti, nei piani alti della classifica ancora qualche dubbio in merito alla griglia playoff c’è (si deve ancora giocare Selargius-Spezia e Cus Cagliari-Patti), nella zona bassa i giochi sono fatti. Condannata alla retrocessione diretta è la Virtus Cagliari, PF Firenze salva al nono posto, mentre la griglia playout, in virtù delle due sconfitte nei recuperi di Bolzano, vedrà decima Cus Cagliari, undicesima Civitanova Marche, dodicesima Jolly Acli e tredicesima Bolzano.

Quindi mercoledì 12 si parte con la prima partita che si giocherà in casa della peggior classificata. Le labroniche affronteranno Civitanova e Bolzano il Cus Cagliari. «Noi avendo finito a 14 – dichiara Marco Pistolesi – troviamo la Feba Civitanova a pari punti. Avremmo potuto finire con due vittorie in più se non ci fosse stato un pizzico di sfortuna, vedi l’infortunio di Tea Peric, e tanto demerito nostro per come non siamo stati in grado di gestire alcuni finali. Ma inutile guardarsi indietro. Affronteremo la Feba, con la particolarità che delle sette vittorie ottenute in regular season due le ha fatte con noi. Un fattore che comunque non mi può interessare, anche perché credo che sarà una sfida equilibrata. Loro hanno il vantaggio del fattore campo in caso di gara tre e numericamente una rosa più completa. Si tratterà di arrivarci preparati. E’ ovvio che il fattore mentale in gare come queste, dove non c’è tempo nè per rimediare né per pensare, è fondamentale. Ed è anche chiaro che noi abbiamo le nostre difficoltà legate ad un roster ridotto all’osso, mentre Feba può attingere da un roster più numeroso».

Ma come si sta preparando la squadra. «Dopo il tour de force della settimana passata, con tre trasferte, avevo concesso tre giorni di riposo, ma da domenica siamo tornati al pezzo. Certo bisogna incrociare le dita in questi dieci giorni di non aver contrattempi dal punto di vista fisico, però bisogna lavorare. Purtroppo o per fortuna, le partite vanno preparate anche a livello agonistico, e quindi ci sarà da durare fatica e non sprecare niente. Adesso è il momento di stringere i denti. Meno di un mese per decidere il nostro destino. Sono sicuro che il gruppo non deluderà e che venderemo cara la pelle». —

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