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Livorno

AMARANTO: INTERVISTA ALL’AMMINISTRATORE DELEGATO 

«Prima la salvezza poi il risanamento» Ecco il nuovo piano di Aimo per il futuro

Fabrizio Pucci
«Prima la salvezza poi il risanamento» Ecco il nuovo piano di Aimo per il futuro

«Squadra carica e Amelia super, faremo la grande impresa Trattative di cessione? Vi spiego perché non quadrano»

28 aprile 2021
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Fabrizio Pucci

livorno. La settimana più lunga che porta alla partita dell’anno. Il Livorno crede nella salvezza e l’Amministratore Delegato Silvio Aimo spiega perché: «I ragazzi sono molto compatti. Convinti di poter far bene e consapevoli che per noi è arrivato l’ultimo appello sebbene la nostra salvezza dipenda anche dai risultati altrui».

Fiducioso?

«Sono ottimista di natura. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. La stagione è complicata per tutti, ma la squadra sta bene ha voglia e fame. Sono sicuro che possiamo farla questa benedetta impresa».

Amelia valore aggiunto?

«Sta trasmettendo tanto: conoscenze tecniche, tattiche e di gestione del gruppo. E poi tiene al Livorno in maniera smisurata perché ha l’amaranto nel cuore. È un trascinatore. Al suo lavoro va aggiunta la serenità della squadra che è dovuta all’opera della società».

Intende dire che la società ha risolto i problemi ? E l’esposizione debitoria dove la mettiamo?

«La società ha molti problemi, ma c’è e funziona. Chi va in campo – dopo mesi difficili – adesso può pensare solo a giocare perché da gennaio il Livorno Calcio fa sentire la propria presenza ai suoi tesserati».

Quasi nulla però è rose e fiori tra soci che non si parlano e Roberto Spinelli che accusa tutti di non aver messo un euro nel Livorno. Situazione pessima.

«Non voglio eludere la domanda. Mi limito a dire che questo non è il momento di ragionare di certe cose. Dopo la fine del campionato avremo tutto il tempo per farlo. Adesso c’è da fare una cosa sola: spingere questa squadra che ha bisogno di sentire che esiste e che non è sola. Ora conta solo la maglia».

Questo il presente. E il futuro? Le trattative sono reali o farlocche? “

«Non parlerei di trattative, ma di proposte. Ecco. Qualche proposta è arrivata. Intanto faccio una specifica: fuori dalla porta del Livorno il cartello ‘vendesi’ non c’è».

Allora è vero che nessuno ha voglia di cedere…

«Non dobbiamo vendere per forza. Accogliamo chiunque porti qualcosa in più. Al momento non è arrivato nessuno».

Perché? E Favilla? E Maurya?

«Il principio di chi si avvicina al Livorno è questo: voglio casa tua, su cui tu hai un mutuo. Tu lo estingui e io compro. Beh. Non è così che possono andare le cose».

Però non si può nemmeno chiedere agli acquirenti di accollarsi i debiti di anni e anni precedenti, non trova?

«I debiti ci sono, ma se vengono azzerati, non significa che il valore della società è zero. Anzi. Il Livorno ha pure qualche ‘plus’ da sfruttare».

Serie C o serie D come cambia la situazione del Livorno in rapporto ai debiti?

«Il debito si azzera solo se si fallisce».

A proposito. Lo sa che una parte di tifosi auspica proprio il fallimento per una rinascita senza zavorre in categorie inferiori?

«Fallire per ripartire dall’Eccellenza? Perdere il titolo sportivo, il brand e la sua storicità? Mi sembra una cosa fuori dal mondo. Non sarebbe più il Livorno. Dov’è l’amore per la maglia?».

Torniamo a noi. In C o Serie D con indebitamento. Quali prospettive?

«Stiamo attuando un piano di risanamento della società. In serie C i nostri debiti sono gestibili».

In che modo ?

«Attraverso un ulteriore indebitamento si riporta la società in asse».

Cioè?

«Investire su un centro sportivo, per esempio, è una soluzione. La definisco ‘capitalizzazione strutturale’ che trasformerebbe il nostro debito da ‘scompensato’ in sano».

Sì, ma quale istituto di credito concederebbe un mutuo a una società già indebitata?

«Il Livorno Calcio avrebbe le garanzie di cinque soci».

Che a stento si parlano?

«Questo è il vero tema che andrà discusso in futuro: i soci dovranno trovare un accordo».

E in caso di retrocessione in serie D?

«Dovremmo fare un altro tipo di ragionamento, valutando bene la struttura societaria. E dovremo comunque fare un campionato da Livorno. A questa ipotesi, però, non voglio pensarci. Adesso dobbiamo tutti spingere i nostri ragazzi verso l’impresa».

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