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Livorno

Libertas 1947 più Forti dei padri: «È un sogno, ora realizziamolo. E voglio giocare il deby»

Andrea Masini
Libertas 1947 più Forti dei padri: «È un sogno, ora realizziamolo. E voglio giocare il deby»

Il play, figlio della storica guardia gialloblu, protagonista dell’undicesimo successo in fila «Il segreto? Grande spogliatoio dove tutti si fidano ciecamente del compagno»

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livorno. «Noi siamo qui… Poi bo». È con lo slogan di Alessandro Diamanti che Francesco Forti (primogenito di Andrea, autore di 20 punti nella sfida contro Faenza con 4/5 da 2 e 4/5 da 3 punti) ha festeggiato, sui social, l’ undicesima vittoria di fila della Opus Libertas 1947 dei record. Il massimo numero di vittorie consecutive della Libertas in un campionato nazionale risaliva al 1985, in A2, sotto la guida di Alberto Bucci. Furono 9. Capitan Ciccio (così lo chiamano i compagni di squadra) Forti non ha la benché minima intenzione di fermarsi, tra l’altro alla vigilia della trasferta sul campo del fanalino di coda del girone A, la Fortitudo Alessandria, guidata da coach Claudio Vandoni.

Che effetto fa guardare tutti dall’altro verso il basso?

«Sensazione bellissima, che non avevo mai provato prima e farlo con la maglia della Libertas 1947 è ancor più soddisfacente. Purtroppo, per via delle regole che la Lega ha introdotto di recente, non possiamo dire di essere primi in classifica dal momento che l’Umana Chiusi deve recuperare molti impegni e se il campionato finisse oggi sarebbe proprio la San Giobbe la capolista per il quoziente tra vittorie e partite giocate. Sarà fondamentale rimanere concentrati».

Suo padre ha scritto pagine indelebili di storia del basket livornese. Ma ora il record di vittorie consecutive appartiene a lei. Cosa vi siete detti dopo la decima?

«Sono sincero, parliamo il giusto di queste cose. Ovviamente qualche battuta ce la siamo scambiata, ma niente di che. Non voglio distrazioni (ride, ndr)».

Secondo lei la città è pronta per una rivalità 2. 0 tra LL e PL?

«Assolutamente sì, basta vedere sui social la marea di sfottò, quelli sani e sportivi, che circolano nonostante le due squadre siano in campionati diversi. I tifosi piellini che esultano per la vittoria di Piacenza in Coppia Italia, oppure i nostri perché la Pielle perde a Montale. Livorno è questa, ed è solo Pielle e Libertas. Sono io il primo ad augurare alla Pielle di salire: ho tanti amici che ci giocano. E provare a vincere un derby non ha prezzo».

Qual è stata la vittoria chiave per spiccare il volo?

«San Miniato: riuscire a battere la squadra in quel momento in testa ci ha aiutato a capire le nostre potenzialità».

Prima l’infortunio di Castelli, poi quello di Toniato (non grave): è d’accordo che la più grande qualità di questo gruppo sia la coesione di fronte alle difficoltà?

«Sono sempre stato il primo a sostenere che questa squadra ha un grandissimo cuore, una grande anima e le p… cubiche».

In ogni partita un protagonista diverso. Come se lo spiega?

«Semplicemente per la grande fiducia reciproca che regna in spogliatoio. Ogni volta che un compagno prende un’iniziativa, tutti sappiamo che è la cosa giusta. E questo ci rende molto più sereni».

Adesso le ultime due fatiche della regular season e poi i playoff. L’asticella si alza?

«Ciò che stiamo facendo nasce dall’impegno che mettiamo in palestra giorno dopo giorno. Oa cerchiamo di concludere nel migliori di modi la stagione regolare, poi penseremo i playoff. Ma una cosa è sicura: la Libertas è tornata ed è più viva che mai». —

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