Italia
Addio erbacce e macerie al Della Pace torna il calcio
Nel maggio 2015 si giocò l’ultima partita sullo storico campo di Shangai Dopo sei anni l’Academy prende la gestione e si riaparte. «Ecco il progetto»
Alessandro Lazzerini
livorno. Maggio 2015. È in quei giorni, in quel periodo che si è giocata l’ultima gara ufficiale sul campo Alessandro Della Pace, situato nel quartiere Shangay e che si affaccia su via Firenze. Negli anni successivi alcune squadre del settore giovanile dell’Atletico Etruria hanno continuato ad allenarsi sul terreno di via Filippo Turati, ma è praticamente da almeno tre-quattro anni che il pallone ha smesso di rotolare nel centro sportivo, una volta casa del Livorno Nord Pontino.
Niente partite, niente ragazzi che duellano in mezzo al campo, niente emozioni. Al loro posto tante erbacce e degrado. Almeno fino a pochi mesi fa, quando in questo senso è arrivata una svolta decisiva: l’accordo tra il Comune di Livorno e l’Academy Livorno, società calcistica che negli anni scorsi ha rilevato anche il campo sportivo di Borgo Cappuccini, adesso un fiore all’occhiello della città ed anche casa di allenamento della prima squadra del Livorno Calcio.
«Sì, la sinergia con il Comune ed il Sindaco Luca Salvetti è stata fondamentale – ci spiega Lorenzo Galletti, direttore sportivo della società – Abbiamo avuto la concessione dell’impianto per 12 anni e questo ci permette di fare programmi a lungo termine. Ci permette di pensare ad un progetto in prospettiva su cui la società può investire per i propri ragazzi e le loro famiglie».
Un investimento ed un progetto con lo sguardo al futuro che non era proprio scontato, soprattutto in questo momento in cui l’emergenza sanitaria ha messo in difficoltà anche molte società sportive. Ma l’Academy è andato dritto per la propria strada. «La nostra è una società sana – prosegue il DS – che mira sempre a creare qualcosa di nuovo e di positivo. Anche in questo periodo difficile, con tanti sacrifici e tanto impegno, in particolare del presidente Riccardo Testa e dell’amministratore delegato Edoardo Allegri, abbiamo voluto portare avanti le nostre idee e i nostri programmi. Non ci siamo fermati o abbattuti, anzi abbiamo voluto guardare al futuro con grande speranza e questo credo sia un bel messaggio per tutti».
Da qualche giorno sono partiti i lavori nel centro sportivo in cui la ristrutturazione dovrà essere completa dentro e fuori dal rettangolo verde. Il terreno di gioco avrà bisogno di un enorme lavoro e anche la parte esterna, composta dagli spogliatoi e una zona ristoro, dovrà essere completamente ritoccata. «Nel momento in cui abbiamo rilevato la struttura – precisa Galletti – la situazione era piuttosto complessa. Adesso siamo partiti con i lavori che dovranno essere molti, ma speriamo già da fine maggio-inizio giugno di poter vedere in campo i bambini nei classici tornei di fine stagione, altrimenti sarà tutto pronto per l’inizio della preparazione estiva nel mese di agosto. Il modello sarà quello dell’impianto di Borgo Cappuccini che abbiamo ristrutturato in questi anni».
E questo ovviamente rappresenterà anche un regalo alla città, al quartiere Shangai che vedrebbe riprendere vita un campo sportivo da cui sono passati tanti degli ultimi talenti livornesi arrivati nel calcio che conta. Ma soprattutto su cui si sono affrontati tanti ragazzi nel pieno della spensieratezza e della sana competizione che solo lo sport sa regalare.
«La nostra è un’idea che va anche al di là del calcio in sé e vuole guardare verso il sociale. Quando siamo arrivati – conclude il dirigente amaranto – abbiamo notato la recinzione tagliata da cui passavano alcuni ragazzi del quartiere per venire a fare una partitella tra amici. Ecco, noi vogliamo inquadrare questa struttura all’interno di una dinamica di quartiere, di vita quotidiana. Perché il calcio parte dalla strada ed è lì che nascono i migliori giocatori. Vogliamo regalare nuovamente alla città e alla zona un luogo di divertimento sportivo e di aggregazione sociale. E’ un qualcosa che fa parte del DNA della nostra società, lasciatoci in eredità dal grande Ennio Allegri, scomparso qualche mese fa, che per noi è sempre un riferimento assoluto da seguire».
E allora non resterà che aspettare la fine dei lavori. Il pallone che tornerà a rotolare sul campo. I falli ad interrompere il gioco. I dribbling dei più talentuosi ad illuminarlo. La palla che entra in rete. E gli applausi, i sorrisi: la bellezza e le emozioni dello sport. —
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