Gioco
Il piano di Amelia: «Prima la salvezza, poi una pace societaria: Livorno non merita la serie D»
L'allenatore amaranto parla della speranza dei play out e del futuro assetto del club. Mazzarani? Domenica non appoggiava il piede per terra. Ha un vasto ematoma e sutura da una decina di punti alla tibia
LIVORNO. Carico. E non potrebbe essere altrimenti. Marco Amelia ha un solo obiettivo in testa: i playout. La restituzione dei tre punti è benzina sul fuoco delle speranze di fare un miracolo.
Si aspettava di riavere tutti e tre i punti?
«Sì. Ero sicuro al 99,9% che ce li avrebbero ridati proprio per le motivazioni che avevano portato alla nostra penalizzazione. In queste settimane ho continuato a dire ai ragazzi che quello che avevano fatto sul campo sarebbe tornato indietro perché ne avevamo diritto».
Morale del gruppo?
«Alto. Dopo la partita con il Como la squadra era un po’ giù. Dopo il 90’ ho parlato anche di questo, della possibilità di riavere i punti che si erano meritati sul campo e la conferma di questo ha dato grande entusiasmo a tutti. In altri termini ha fatto tornare quella voglia di riprendere gli allenamenti al top per giocare per altri 90’ e continuare a sperare».
Adesso però aumenta anche la pressione psicologica. Preoccupato per questo?
«Questo sport è fatto di pressioni specie se si veste una maglia come quella del Livorno. Qui la pressione è un presupposto fin dal momento in cui si firma per questa società. E’ normale che adesso ci sia: è data dal fatto che i prossimi 90’ sono fondamentali. E fondamentale è anche saperla vivere. Da questo punto di vista sono sereno. L’ho capito nei dialoghi singoli e di gruppo. Dobbiamo alleggerirci e trasformare la pressione in energie positive. Abbiamo già giocato partite decisive e le abbiamo fatto con la testa giusta».
Un modo per alleggerire è andare in campo senza fare calcoli?
«Sì, anche se - a seconda degli incroci possibili – potrebbero bastare tre punti, noi dobbiamo pensare a fare sei. Dobbiamo vincere quella di domenica contro una squadra che quest’anno ci ha sempre messo in difficoltà, che è molto forte e quadrata ed è in lotta per la migliore posizione nei playoff. A questo punto della stagione, però oltre ai valori tecnici entrano in ballo quelli morali ed emotivi. Noi siamo pronti».
Più difficili queste due partite o gli eventuali playout?
«Senza dubbio queste».
Haoudi come ha reagito alla sostituzione di Lucca. Con il Como l’ha convinto?
«Ha reagito bene. Contro il Como è entrato bene, duro, convinto. Purtroppo su un suo malinteso con Evan’s i nostri avversari hanno costruito il gol vittoria. Sul piano mentale il ragazzo ha recuperato. Fisicamente va gestito perché sta osservando il ramadan».
Torna Marie Sainte. Rivedremo Gemignani alto a sinistra e Parisi a destra?
«Tutto è possibile. Mancano ancora alcuni giorni alla partita e ho ancora numerosi allenamenti davanti. Ho la possibilità di scegliere perché chi gioca meno si allena al 1000% e aumenta la competizione per un posto da titolare. Chi va in campo mi dà massime garanzie».
Neri è pronto per queste partite senza domani?
«Certo. Ha 18 anni, ma di testa ne ha 30. Contro il Como poteva fare meglio, ma la sua stagione è ottima. E poi ha naturale predisposizione per fare questo ruolo ad alti livelli. Il motivo? È bravissimo a girare pagina, a non piegarsi su un mezzo errore. E poi sa infondere serenità alla squadra. Non è poco».
Condizioni di Mazzarani?
«Domenica non appoggiava il piede per terra. Ha un vasto ematoma e sutura da una decina di punti alla tibia toccata duro domenica scorsa. Ci affidiamo allo staff medico e alla voglia di Andrea di essere della partita. Abbiamo bisogno della sua esperienza. Per domenica perdiamo lo squalificato Bussaglia, ma recuperiamo Buglio. Andiamo a giocarcela».
Che pensa della situazione societaria?
«Io penso ad allenare. Posso solo sperare - conclude Marco Amelia - che le parti trovino un accordo per il bene del Livorno. Voglio che questa squadra torni ad alti livelli. Il primo step è salvare la categoria sul campo». —
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