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Ricorso accolto: il Livorno riprende tre punti e si riapre una piccola porta per la salvezza

Fabrizio Pucci
Ricorso accolto: il Livorno riprende tre punti e si riapre una piccola porta per la salvezza

Gli amaranto vanno ai playout se ottengono due vittorie e la Pistoiese non fa più di tre punti nelle prossime due gare

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Domenica sera il Livorno aveva lo 0,001% di probabilità di salvezza. Adesso siamo attorno al 5-10%. In termini assoluti non è granché, ma è sempre meglio di niente. Il gol da tre punti che può riaprire la corsa ai playout stavolta non lo ha segnato Dubickas, ma l’avvocato Mattia Grassani che dinanzi alle sezioni unite della Corte Federale d’Appello ha ottenuto una vittoria su tutta la linea. La Corte infatti ha accolto il ricorso della società avverso i tre punti di penalizzazione che erano stati comminati al Livorno poco meno di un mese fa per il ritardato pagamento degli stipendi di giugno.

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VITTORIA TOTALE

Quella sentenza ritenuta - a giusta ragione - afflittiva era stata impugnata anche contro l’inibizione per cinque mesi del presidente Giorgio Heller. E anche questo ricorso è stato vinto. Il successo è stato totale, perché prima di sancire la restituzione dei tre punti al Livorno, la Corte Federale aveva respinto l’altro ricorso all’ordine del giorno: quello della Procura Federale che - al contrario - aveva richiesto un ulteriore -1 per gli amaranto. È stata così premiata la strategia difensiva del’avvocato Grassani fondata su un principio e un fatto. Il principio è quello secondo il quale nessuno può essere giudicato due volte per la stessa azione. Situazione non aderente a quella del Livorno che a dicembre si era buscato già un -5 per via delle irregolarità nel pagamento degli stipendi e relativi contributi di giugno, luglio e agosto. Il fatto è che adesso la società adesso è in regola con le scadenze. Recuperati i tre punti ’persi’ a marzo, il Livorno potrebbe valutare l’ipotesi di ricorrere al Tar per ottenere anche i cinque della prima penalizzazione. In questo caso il condizionale è d’obbligo.

E CON DUE VITTORIE...

La sentenza della Corte Federale d’Appello ha ridisegnato la coda della classifica e i possibili scenari del finale della stagione regolare. Intanto con i tre punti di ieri il Livorno è salito a 28, al pari della Lucchese che però adesso è ultima perché a scontri diretti pari (1-1 all’Ardenza, 0-0 al Porta Elisa), i rossoneri hanno una differenza reti peggiore: -24 a -10. L’assunto da ricordare è la regola secondo cui non devono esserci più di 8 punti di distacco tra le squadre che dovrebbero incontrarsi ai playout. Gli amaranto adesso possono arrivare agli spareggi, ma tutto passa da due vittorie nelle ultime due giornate di campionato. Il calendario è in perfetto stile Hitchcock perché all’ultimo turno sono in programma Giana-Pistoiese e Livorno-Pro Sesto. Le combinazioni possibili sono numerose, ma sono due le più realistiche.La prima: la Pistoiese non deve fare più di tre punti. In quel caso amaranto e arancioni arriverebbero appaiati a 34, ma lo scontro diretto favorevole (0-1 e 5-0) piazzerebbe il Livorno al 18mo a un massimo di otto punti dalla Pro Sesto che può vincere domenica con il Renate, ma resterebbe inchiodato a 42 dando per certa la sua sconfitta all’Ardenza il 2 maggio.La seconda: il Livorno chiude a 34, la Pistoiese fa 4 punti e finisce a 35. In quel caso la Giana non deve fare più di 2 punti perché se sale a 43 (a +9 da noi) in D vanno diretti gli amaranto e la Lucchese con playout Pro Sesto-Pistoiese. Residuali tutte le altre ipotesi.

CARICA AMELIA

Soddisfatto il tecnico. «Una buona notizia grazie al lavoro della società e dell’avvocato Grassani. Dobbiamo pensare che sia una goccia nel mare: la nostra fiducia e la nostra determinazione non sono mai venute meno. Come gruppo squadra il nostro campo di battaglia è il rettangolo verde. E abbiamo ancora 180 minuti per chiudere la stagione regolare con orgoglio e a testa alta, senza rimpianti nè rimorsi con unità e compattezza». -

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di Redazione web