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livorno: amelia non molla 

«I ragazzi vogliono provarci a Como ci prendiamo 3 punti e li dedichiamo a Morosini»

Fabrizio Pucci
«I ragazzi vogliono provarci a Como ci prendiamo 3 punti e li dedichiamo a Morosini»

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Fabrizio Pucci

LIVORNO. Marco Amelia tiene botta. E nella conferenza stampa di metà settimana regala almeno un paio di frasi forti: «I miei ragazzi? Li guardo negli occhi e mi sento sereno perché loro lottano con me e io lotto con loro».

Sicuro che la delusione del pari di Lucca non sia una mazzata sul morale del gruppo?

«Certo. Pensate che ci siamo ritrovati martedì perché ho concesso il lunedì libero e i giocatori erano dispiaciuti di aver beneficiato di un giorno di riposo in più perché volevano andare subito in campo per preparare la partita del dentro o fuori con il Como. Non siamo delusi, ma rammaricati per il punto di Lucca perché sul piano del gioco abbiamo surclassato i rossoneri al punto da indurli a perdere tempo fin dal 60’ di gioco. Siamo carichi e vogliosi. Ora i tre punti ce li andiamo a riprendere domenica con i Lariani».

Andare a prendere il risultato è un’espressione di Morosini…

«Ah, Piermario. Sono 9 anni che ci ha lasciato. Era un ragazzo perbene, squisito. E chi se lo scorsa quel maledetto giorno? Lo ricordiamo con l’affetto che lui ha dato a quanto ha incontrato nella sua carriera. Vogliamo dedicargli qualcosa di importante domenica».

Ha parlato con Haoudi che ha tenuto in campo appena 14’ a Lucca?

«Sì. Per me è un ottimo ragazzo e giocatore. Ha enormi margini di miglioramento. Dopo Lucca si è allenato benissimo. Ha capito e credo che quella sostituzione gli abbia fatto bene e che lo aiuterà a maturare. D’altronde non esiste tirare da 30 metri – con percentuale di realizzazione che si aggira sul 3% - e non servire quei tre o quattro compagni piazzati meglio. Qui non vincono i singoli, ma la squadra».

Due parole le merita Neri, non crede?

«Eccome no! Lo vedo quotidianamente. Lo conosco da cinque sei anni. L’ha allenato Piero Spinosa. Ora Barasso. Aveva dei limiti e sto cercando di migliorarli. Ha 18 anni e caratterialmente deve crescere. Tecnicamente è un ottimo portiere che trasmette alla squadra quella sicurezza che serve. Sono molto contento di lui, ma anche di Stancampiano e Paci. Filippo a Lucca è stato bravissimo perché è stato chiamato all’intervento solo una volta, mentre per un portiere è più facile giocare quando deve fare quattro, cinque parate in una singola partita».

Il futuro di Amelia?

«Parlo con Aimo, Heller e Presta che gesticono il club. Parliamo del quotidiano e dei programmi futuri. Però adesso mi piacerebbe si ragionasse meno di quello che esula dal campo e che può destabilizzare l’ambiente. Al mio futuro pensiamoci a fine campionato o il secondo dopo l’ultima partita, come ho detto ai dirigenti. Poi è chiaro che io ho un legame viscerale con Livorno e questo conta. Mi fa piacere che la società condivida con me i piani futuri della società». —

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