Gioco
L’ultima mossa del Livorno: riavere i punti di penalizzazione
Fabrizio Pucci
livorno. Il disperato tentativo del Livorno di mantenere in vita le residue e tenui speranze di salvezza passa attraverso due pertugi stretti come la cruna di un ago. Uno può essere allargato dalla squadra chiamata a vincere tutte le ultime tre partite di campionato (impresa difficilissima) a cominciare dalla partita di domenica contro il Como; l’altro dovrà essere reso percorribile dai legali della società che hanno preparato i ricorsi avverso la penalizzazione di tre punti agli amaranto nello scorso mese di marzo.
NE BIS IN IDEM
L’allocuzione latina sembra incomprensibile, ma sancisce un principio al quale il Livorno si appella per vedersi restituito almeno un punto di penalizzazione.
Alla lettera significa ‘non due volte per la stessa cosa’. Il dettato giurisprudenziale, applicato anche al diritto sportivo impedisce a un giudice di esprimersi due volte sulla stessa azione. E l’azione a cui si riferisce il Livorno è la penalizzazione già ricevuta a dicembre a causa del ritardato pagamento degli stipendi di giugno e che all’epoca costò un -2.
A metà marzo infatti il Tribunale Federale ha comminato alla società un altro punto di penalizzazione, sempre per lo stesso motivo: ritardo nel pagamento degli emolumenti di giugno. E questo va in contraddizione con il principio del ‘ne bis in idem’. Chiaro come il sole. E quindi messa così, la situazione sembrerebbe rosea. Nei fatti, però, non è assolutamente così.
RICORSO aLLA PROCURA
Come base di partenza, quindi il Livorno intende dare battaglia per riavere almeno un punto dei tre che gli sono stati tolti a marzo. La memoria difensiva dei legali della società comunque mira a ottenere anche gli altri due attinenti ai ritardati pagamenti dei mesi di luglio e agosto.
Il Livorno, però, non troverà un clima ‘sereno’ in sede di dibattimento perché un ricorso contro la sentenza di primo grado (questo maledetto -3) lo ha presentato pure la Procura Federale che sostiene la tesi opposta. In sostanza la Procura chiede un altro punto di penalità, due per ogni ritardato pagamento di giugno le cui scadenze erano il 30 settembre per gli stipendi sotto i 50mila euro e il 16 novembre per quelli superiori. Insomma: altro che ‘ne bis in idem’.
Il rischio è di avere un ulteriore -1. Al netto di tutto questo pare comunque oggettivamente difficile che venga cancellato il -3. Sarebbe un successo se al Livorno fossero restituiti due punti. E’ chiaro, però, che quei pertugi da allargare a forza di gol e carte bollate sembrano restringersi ora dopo ora. —
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