Gioco
Livorno disperato, ora la retrocessione è a mezzo passo
La squadra di Amelia costretta a vincere le tre gare in calendario Ma domenica in caso di ko potrebbe già essere in serie D
Fabrizio Pucci
LIVORNO. Non è bastato dominare. Non è stato sufficiente giocare a una sola porta. Il Livorno è tornato da Lucca con il più doloroso dei pareggi. Peccato, perché con un pizzico di raziocinio in più nella fase offensiva gli amaranto sarebbero tornati dal ‘Porta Elisa’ con tre punti d’oro in saccoccia. E invece la porta dei rossoneri – protetta da autentico catenaccio d’altri tempi – è rimasta illibata.
SITUAZIONE DISPERATA
Adesso, davvero, le speranze di salvezza sono quasi zero. Marco Amelia fa bene a tenere la squadra sulla corda, ad esigere il massimo impegno dai ragazzi, ma la ragione dice che è quasi impossibile uscire dal cunicolo in cui ci siamo cacciati. Restano tre partite e il Livorno si trova nella condizione di dover scalare a mani nude due montagne: la prima consiste nell’evitare l’ultimo posto, quello che manda direttamente all’inferno dei dilettanti. La seconda nel limare a otto punti il distacco dalla quintultima che al momento è la Giana Erminio (pari negli scontri diretti con la Pro Sesto, ma con una differenza reti migliore).
SENSO UNICO
Il Livorno deve fare una cosa sola: vincere sempre. E neanche questo è scontato. Domenica arriva il Como che si è buttato via con il Grosseto e rischia di gettare nel cassonetto la promozione diretta in serie B. I lariani domani giocano il recupero a Olbia. Se vincono (ipotesi da verificare) si portano a +4 dall’Alessandria, ma qui non possono distrarsi perché se perdono altri punti all’Ardenza rischiano tutto nello scontro diretto con i grigi in programma al ‘Sinigaglia’ la settimana dopo. L’unico vantaggio del Livorno sta nel fatto che il Como arriverà con la trasferta di Olbia nelle gambe mentre gli amaranto arriveranno alla partita con sette giorni di allenamento e nessuna partita. Il problema è che vincere sempre potrebbe non bastare. Se non viene restituito nessun punto di penalizzazione, il Livorno può arrivare a 34 e sperare che una tra Giana, Pro Sesto (e attenzione anche alla Carrarese che è in caduta libera) non arrivi a 43, altrimenti siamo fritti.
L’IPOTESI PEGGIORE
Purtroppo ci corre l’obbligo di illustrare anche lo scenario più infausto. Se domenica il Livorno perde in casa con il Como resta inchiodato a 25 punti. Se nella stessa giornata la Pro Sesto (impegnata a Grosseto) e la Giana Erminio (attende la Pro Patria) pareggiano e arrivano a 40, mettono 15 punti tra loro e gli amaranto. Questo significherebbe matematica retrocessione in serie D per i ragazzi di Amelia che anche in caso di doppietta con Pro Patria e Pro Sesto arriverebbero a 31 a -9 dalle due squadre lombarde, una lunghezza al di là della soglia degli otto di distacco che consentirebbero la disputa dei playout.
IL LUMICINO
La speranza, quindi, sta per spegnersi. Non è bastato dominare, non è stato sufficiente giocare a una porta sola. La Lucchese domenica ha messo il pullman davanti ai propri sedici metri e ha scritto il destino proprio e del Livorno in questo maledetto campionato. Per sperare nella salvezza bisognerebbe chiamare qualcuno che crede nei miracoli. Questo nonostante il grandissimo impegno della squadra e l’ottimo lavoro di Amelia: porterebbe accettare la riconferma sulla panchina amaranto anche in D, magari con una società ambiziosa con l’obiettivo di risalire immediatamente. Con i tempi che corrono, però, sembra di chiedere la luna nel pozzo. —
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