Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, la sorpresa più bella e l’uomo simbolo è Mazzantini

F.P.
Don Bosco, la sorpresa più bella e l’uomo simbolo è Mazzantini

I rossoblù a un passo dalla fase promozione 

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LIVORNO. Sorrisi anche in casa Toscana Food Don Bosco. La larghissima vittoria di sabato su Montale lascia la porta aperta per la qualificazione alla fase promozione, un risultato francamente non ipotizzabile all'inizio della stagione. La squadra di Aprea è quella dall'età media più bassa di tutta la C Gold e può a ben diritto essere considerata la vera sorpresa in positivo di questa prima parte di stagione, anche perché molti dei giocatori rossoblu sono alla prima vera esperienza in un campionato senior. Il simbolo di tutto ciò può essere considerato Dario Mazzantini, diciotto anni ancora da compiere, sabato sera miglior marcatore della squadra con 16 punti in 13 minuti e un'energia pazzesca, che ricorda da vicino quella del fratello maggiore Saverio, da tempo stabilmente nel giro della serie B.

Il coach ne è consapevole e il giorno dopo la partita esprime tutta la sua soddisfazione. «Sono molto contento – dice – per come abbiamo affrontato questa partita. Avevo detto ai ragazzi che dovevamo aggredirla fino dalla prima palla a due, prendendola subito in mano e loro hanno eseguito alla perfezione. Venivamo da una sconfitta abbastanza pesante nel derby ma siamo scesi in campo con la testa sgombra e abbiamo fatto bene fin dall'inizio, specialmente in difesa».

Ora manca la ciliegina sulla torta, leggi il passaggio alla poule promozione, un sogno proibito a inizio stagione. «Francamente non ci pensavo minimamente – continua Marco Aprea – qualcuno mi aveva detto che potevo aspirare al massimo a giocarmela contro Lucca, ma che le altre ci erano nettamente superiori. Invece siamo qui, se sabato dovessimo vincere a La Spezia saremmo quasi nel girone promozione. Dico quasi perché poi ci sarà da vincere anche il recupero contro Lucca, ma la vera partita verità è quella con i liguri».

Certo, non sarà facile e il coach ne è ben consapevole. «Sulla carta il discorso non dovrebbe nemmeno cominciare. Ma i ragazzi vanno sempre in campo con la faccia giusta, non si fanno intimorire dai nomi che hanno davanti. Abbiamo perso tre partite ma in due di queste siamo stati avanti nel punteggio fino a due minuti dalla fine e le abbiamo lasciate andare per inesperienza. La pressione dovrebbe essere tutta su di loro, noi vogliamo vincere, ma saranno loro che perdendo avrebbero fallito un obiettivo. Sabato ne riparliamo».

Piccolo vantaggio per il Don Bosco che comunque, giova ripeterlo, ha fin qui disputato una stagione al di sopra delle aspettative, dovrebbe essere la più che probabile assenza dell'ex Pielle Loni, elemento molto importante nello scacchiere di coach Bertelà. —



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