Gioco
Il tabù del Porta Elisa dura dal 1976 ma il Livorno può soltanto infrangerlo
Amelia crede ancora nella missione impossibile: «La squadra è compatta, la salvezza sarebbe romanzesca»
Fabrizio Pucci
LIVORNO. Dentro o fuori. Senza alternative e senza domani. A Lucca va in scena la classica partita spareggio, quella con il margine di errore pari allo zero assoluto.
Il Livorno l’affronta con la spinta di un carico di autostima fornito dai quattro risultati utili consecutivi: una striscia senza sconfitte che non si verificava dall’autunno del 2018.
Autostima e fame. La squadra infatti non può ritenersi sazia per essere arrivata al derby del ‘Porta Elisa’ ancora aggrappata alla Serie C sebbene con una speranza residuale.
A soffiare sul fuoco delle buone sensazioni ci sono anche i dati statistici: il Livorno non vince a Lucca dal 31 ottobre 1976 e i tabù, si sa, sono fatto per essere infranti.
CUORE CALDO
TESTA FREDDA
Marco Amelia ha fatto proprio lo storico mantra di Igor Protti.
Il tecnico di Frascati – nel presentare la sfida ai rossoneri – ha usato altri giri di parole, ma il concetto espresso è sovrapponibile a quello del Signore delle Reti: «È una partita fondamentale. E fondamentale sarà una buona gestione dei nervi e dell’agonismo. Sono alla guida di questi ragazzi da quaranta giorni e in questo lasso di tempo hanno dimostrato di valere la salvezza che passa da questi 90’ determinanti».
SQUADRA CONFERMATA
Amelia sostiene di non amare la frase “squadra che vince non si cambia”, ma – bandita la pretattica – ha lasciato intendere che si affiderà agli stessi undici iniziali che otto giorni fa hanno asfaltato la Pistoiese.
«Tra una partita e l’altra – ha detto – c’è una settimana di lavoro in cui succedono tante cose, ma l’equilibrio che abbiamo mostrato con gli arancioni è di alto livello e penso di restare su quella linea».
L’ex portiere amaranto ha poi sottolineato lo spessore della goleada contro la Pistoiese che certifica l’ottimo stato di forma della squadra amaranto: «Il risultato è stato importante anche per le sue dimensioni. La Pistoiese ha sempre subito pochi gol e quattro giorni dopo ha messo in difficoltà la Juve Under 23. Significa che i miei ragazzi mi dànno grandi garanzie».
LA CHIAVE TATTICA
Il Livorno al Porta Elisa andrà a giocarsela a specchio: 3-5-2 contro 3-5-2. Il modulo è di matrice offensiva, d’altronde questa non è partita da mezze misure: «Credo che quetsa squadra giochi meglio con due mezze ali – Bussaglia e Mazzarani - che fanno anche i trequartisti. Mentre uno fa gioco, l’altro deve supportare l’azione offensiva ed inserirsi negli spazi che gli attaccanti aprono con i loro movimenti. Questo disegno tattico ci consente anche di difenderci meglio». Oggi non sarà della partita Buglio, alle prese con un affaticamento muscolare. Gli altri invece saranno presenti, compreso Bobbo che è tornato dalla parentesi con la Nazionale del Gambia: «In questo momento non ho undici titolari, ma venti. E in una partita che probabilmente sarà giocata sul terreno pesante per la pioggia, avere tanti uomini in condizione a la possibilità di utilizzare cinque sostituzioni è un valore aggiunto».
GRUPPO GRANITICO
C’è un carta che il Livorno può giocare oggi a Lucca: la forza del gruppo. Le mille peripezie di questo campionato avrebbero fiaccato un toro, ma non hanno scalfito il Livorno. Anzi, quasi come un’umana reazione alle disavventure, le difficoltà hanno cementato ancora di più il feeling tra i giocatori che lottano e sperano tutti insieme: «I grandi obiettivi – ha confermato Amelia – vengono centrati solo quando c’è una squadra unita. E noi siamo molto compatti. Lo vedo negli allenamenti: chi gioca meno dà tutto e mette in difficoltà gli altri alzando il livello qualitativo e competitivo delle singole sedute. Questa squadra può far bene e far sognare la città e i tifosi. Sognare che cosa? Il risultato più grande: una salvezza che avrebbe del romanzesco e che meritano i ragazzi, ma anche città e tifosi».
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