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Livorno

Il presidente della Libertas 1947: «Noi alle finali di Coppa Italia nel nome di Bucci e per tutta Livorno»

Andrea Masini
Il presidente della Libertas 1947: «Noi alle finali di Coppa Italia nel nome di Bucci e per tutta Livorno»

Roberto Consigli fa il punto della stagione. Venerdì 2 aprile la squadra di Garelli gioca i quarti con Taranto: «Il nostro progetto va avanti grazie ai soci e ai tifosi»

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LIVORNO. Il presidente Roberto Consigli, come tutto l’entourage della Opus Libertas 1947, è un concentrato di felicità, entusiasmo e orgoglio: l’invito alle Final Eight di Coppa Italia di Serie B dal domani a domenica tra Rimini e Cervia, giunto dopo le rinunce forzate di Umana Chiusi e Blukart San Miniato (out per Covid), non è altro che un tocco di prestigio su un progetto avviato la scorsa estate con il titolo sportivo acquisito dalla Stella Azzurra Roma.

Strada facendo ci sono poi state vittorie, filotti negativi, uno stop per il maledetto virus e grandi reazioni, come quella che ha portato la squadra di coach Garelli a festeggiare domenica a Imola la settima vittoria consecutiva: «Si tratta di una vetrina fantastica e di un’opportunità eccezionale per la Libertas 1947 – racconta Consigli –, aggiungo anche per il basket livornese. Vado a memoria, ma la città di Livorno non si affacciava alla fase finale di un trofeo nazionale dalla stagione 1990/1991, quando proprio la Libertas Livorno in Coppa Italia (allora di Serie A, ndr) venne eliminata in semifinale dalla Glaxo Verona di Alberto Bucci, in quel di Bologna». Perché la storia della Libertas, oggi Libertas 1947, volente o nolente ruota attorno alla figura del mai dimenticato coach Alberto: «A distanza di 30 anni, il destino ha voluto che la Libertas tornasse a giocare per un trofeo su scala nazionale a Rimini. Perché cito Rimini? Perché è stata l’ultima residenza di Alberto Bucci e infatti la moglie Rosella domani sarà nostra ospite a vedere il quarto di finale contro il Cus Jonico Taranto. Quando la Lega Nazionale Pallacanestro ci ha chiesto disponibilità di partecipare, la signora Bucci è stata la prima persona che ho chiamato. Alberto è stato il primo firmatario dell’Associazione Tifosi Libertas, ovvero il primo motore di un progetto che, domani, ci vedrà in campo al Pala Flaminio di Rimini».

Tutto d’un fiato: debutto in Serie B Old Wild West e partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia: «Affronteremo l’impegno con grande umiltà, ma al tempo stesso con la voglia di stupire e mostrare all’Italia la determinazione che sia la squadra che la società stanno mettendo in questa nuova avventura. Sette vittorie di fila non arrivano per caso, specie se conquistate al cospetto di squadroni come Omegna, Imola, San Miniato».

Di passi in avanti la Libertas 1947, oltre che sul parquet, ne ha compiuti fuori, strutturandosi con figure professionistiche ed altre assolutamente preziose: «Il progetto è in divenire – ribadisce il presidente della Opus – senza dubbio un passo fondamentale lo abbiamo fatto attraverso l’aumento di capitale la scorsa estate e l’entrata in società di nuovi soci. Ma il segreto di questa famiglia è rappresentato soprattutto dal motore di tifosi, appassionati e volontari che nel quotidiano e la domenica della partita al Modigliani Forum contribuiscono a far funzionare la macchina organizzativa. E tutto semplicemente perché ognuno di noi crede nel progetto».

Opus che, come detto, giocherà il primo quarto di finale domani alle 12 contro il Cus Jonico Taranto, capolista del girone D: «Dovrà essere una festa e mi permetto di dedicarla ai nostri tifosi che, purtroppo, non potranno essere presenti per le ben note vicende legate al Covid. Sono certo che in molti ci avrebbero “accompagnato” a Rimini. Dal punto di vista sportivo, metteremo sul campo tanto cuore e la stessa faccia delle ultime brillanti partite. La squadra, dopo un avvio di 2021 un po’ difficoltoso, ha fatto quadrato e giocherà con il coltello tra i denti». —

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