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Livorno

l’intervista: parla cannarsa, tecnico della primavera 

L’unica buona notizia sono i giovani «E ne abbiamo altri pronti al salto»

Alessio Traversi
L’unica buona notizia sono i giovani «E ne abbiamo altri pronti al salto»

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Alessio Traversi

LIVORNO. L'annata non è delle migliori. Juriy Cannarsa lo sa e prova a tenerla in equilibrio, perché, anche in tempi di pandemie globali e sofferenze societarie, è sempre un po' più in là che bisogna guardare, più in là della prossima partita.

È difficile gestire una squadra Primavera in tempi come questi?

«Dobbiamo affrontare diversi tipi di difficoltà. Quelle societarie sono sotto gli occhi di tutti. Poi ci sono quelle imposte dal virus. Rispetto a tanti altri, i miei ragazzi sono fortunati: possono allenarsi, possono disputare un torneo, possono sfogarsi; ma a volte capita di arrivare al campo e dover fare i conti con un clima piatto. E allora ti viene in mente che hai davanti ragazzi di 18 anni che magari hanno appena staccato dalla didattica a distanza o che non possono più uscire come tutti abbiamo fatto alla loro età».

Eppure sul campo la squadra sembra funzionare.

«Devo infatti dire che sono soddisfatto del gruppo. L'entusiasmo non è mai venuto meno, neppure quando il massimo che potevamo fare era allenarci. E anche in una stagione del genere i singoli sono visibilmente cresciuti».

Nel frattempo il gruppo ha cambiato volto.

«I movimenti sono in gran parte determinati dal canale aperto con la prima squadra. Il gruppo è comunque molto nutrito e io, per quanto possibile, cercherò di dare spazio a tutti, perché capisco che allenarsi sempre e non toccare mai il campo possa essere frustrante».

A proposito di prima squadra, è sempre più lungo l'elenco dei ragazzi che nell'ultimo anno hanno fatto il salto proprio partendo dalla Primavera.

«Sono ragazzi che hanno dimostrato di potersi confrontare con l'ambiente professionistico. Questo dovrebbe spronare chi guida la società a continuare a investire nel settore giovanile. Certo, immagino che qualcuno possa pensare: siamo ultimi, è una scelta al risparmio. Invece non è così».

In questi giorni si è parlato molto della situazione di Nunziatini.

«Credo che la società abbia tutte le ragioni del mondo. Il Livorno ha investito su Nunziatini ed è normale che ragioni anche in base a una logica aziendale».

Troverà spazio in Primavera?

«Anche questo è un meccanismo complicato, perché tira in ballo altri fattori. Io ho un gruppo stabile, sul quale è stato costruito un percorso. Far scendere costantemente qualcuno dalla prima squadra significa comunque chiudere la strada a qualcun altro che fa invece stabilmente parte gruppo».

Ha altri ragazzi in rampa di lancio?

«Tra i miei ce ne sono diversi in forte crescita. L'importante è che non vivano una convocazione in prima squadra come un punto di arrivo. A volte un'occasione del genere può bastare per spiccare il volo con la mente. Invece conviene stare con i piedi per terra: essere aggregati alla prima squadra non significa affatto, di per sé, essere pronti per la serie C o per la serie B». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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