Gioco
«Assurdo ripartire senza sicurezza Ecco perché il Picchi ha detto no»
Dario Serpan
LIVORNO. L’Eccellenza riparte. Il comitato regionale Lnd ha ufficializzato i due gironi in cui sono suddivise le 19 squadre che hanno detto sì e quindi torneranno in campo dal 18 aprile. Ai nastri di partenza non c’è l’Armando Picchi, che fa parte delle 17 società toscane che si sono rifiutate di ripartire e che quindi riprenderanno dalla prossima stagione, sempre in Eccellenza. Una decisione sofferta, quella del club biancoamaranto, che però si dimostra coerente con quanto già espresso dalla dirigenza in precedenza. A ribadirlo è il ds del Picchi Graziano Pardini.
È una decisione presa all’unanimità o ci sono voci contrarie all’interno?
«Lo staff tecnico e la maggior parte di giocatori hanno condiviso la presa di posizione della società. Non abbiamo ricevuto lamentele, anzi gli atleti stessi hanno fatto presente la necessità di tutelare la propria vita personale e familiare. In Italia, su 538 squadre iscritte all’Eccellenza ne ripartono 262. Vuol dire che qualche problema di sicurezza esiste».
Ci sono richieste di mercato o di qualche giocatore che vuole andare a giocare?
«No. Per ora nessuno si è fatto avanti, né qualcuno dei nostri tesserati si è espresso in tal senso. Ma se dovesse succedere, non negheremo certo a nessuno la possibilità di andare a giocare. Però, tra i tanti aspetti negativi di questo momento, c’è n’è uno che vorrei sottolineare proprio riguardo al mercato».
Ovvero?
««Penso alle categorie inferiori, come la Promozione, dove ci sono squadre che vengono smantellate per mandare gli atleti a giocare in Eccellenza. Sarà difficile, per loro, a fine stagione convincere gli stessi tesserati a tornare in una categoria più bassa. Così si rischia di creare danni alle società, invece il movimento va tutelato nella sua globalità».
Come giudica la mossa di lasciare ai club la scelta se ripartire o meno in Eccellenza?
«È stato un errore, anche se capisco le difficoltà della Figc. Ma è un po’ come se si lasciasse decidere ai cittadini le misure per contrastare la pandemia. Io credo che doveva essere l’organizzazione a decidere, anziché lasciare la palla alle società».
Poteva esserci una strada alternativa alla ripartenza?
«Penso di sì. Sospendendo definitivamente tutti i campionati di Eccellenza si poteva optare per due soluzioni: o bloccare le retrocessioni dalla serie D; oppure mantenerle, come di fatto accadrà, e poi stilare a fine stagione una graduatoria di merito con le retrocesse e una con le società di Eccellenza più meritevoli per criteri quali bacino di utenza e storia».
Seguirà comunque i due gironi al via dal 18 aprile?
«Certo. Ma non so che valore possa avere un campionato fatto in questo modo».
E il Picchi cosa farà nel frattempo?
«Aspettiamo la prossima stagione, lavoriamo in funzione di quella, anche se siamo rammaricati nel dovere rinunciare a ripartire adesso. Non è stata una scelta facile, ma il calcio è un gioco e noi abbiamo bisogno di fare in modo che i ragazzi stiano bene e si possano divertire». —
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