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Un pareggio per salvare almeno la faccia ma il destino del Livorno appare segnato

dall'inviato
Un pareggio per salvare almeno la faccia ma il destino del Livorno appare segnato

Un errore di Blondett lancia il Pontedera; nella ripresa la squadra si sveglia, firma l’aggancio e nel finale sfiora il colpo

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Alessandro Bernini

Bisogna aver chiaro cosa ci si attende oggi dal Livorno. Se sperate ancora nella salvezza, allora il pareggio di Pontedera è un altro passetto verso il baratro; se vi siete già messi l’anima in pace dando ormai per scontata la serie D, allora è un pareggio che quantomeno salva la faccia.

Marco Amelia (potete leggere l’intervista qui a fianco) fa il suo dovere a crederci ancora e a lanciare messaggi positivi alla squadra. Ma onestamente: possiamo raccontarvi che dobbiamo crederci ancora considerando che il Livorno ha un ruolino di marcia di una vittoria nelle ultime 17 partite? Già riprendere la Lucchese (vista la penalizzazione che arriverà) sarebbe un’impresa, figuriamoci evitare il meno 8 che farà saltare i playout.

Il pari di Pontedera lascia un pizzico di amaro ripensando alla banalità con cui è stato preso l’1-0 e alla doppia incredibile parata di Sarri sull’1-1, ma è anche vero che il Livorno ha giocato a buoni livelli solo l’ultima mezzora. Prima neanche un tiro in porta. Ed è chiaro che, sotto questo presupposto, non è che puoi pensare di andare a vincere sul campo di un Pontedera che vuole i playoff.

Dei valori ci sono nel Livorno, almeno a livello di nomi. E adesso si intravede qualcosa di buono anche dai cambi. Ma a quanto pare non è abbastanza per tornare in carreggiata e sperare nel miracolo.

Amelia stavolta se l’era giocata con uno schieramento iper-offensivo che prevedeva due punte (Braken e Dubickas), due centrocampisti d’attacco (Mazzarani e Haoudi) e due esterni che sulla carta dovevano spingere (Parisi e Gemignani), col solo Castellano a fare il mediano. Tutto molto bello nelle intenzioni, molto fumo e poco arrosto nella sostanza perché il Livorno fin dall’inizio ha dato vita a un giro-palla sterile, senza mai profondità, senza mai un pericolo nell’area avversaria. Pensate che in tutto il primo tempo il Livorno, pur con un possesso palla nettamente più alto, è entrato nell’area del Pontedera una volta sola: una bella giocata di Dubickas con palla messa nell’area piccola e Mazzarani anticipato in angolo. Stop, neanche un tiro in porta in 45’. Un tiro solo invece per il Pontedera me decisivo: per la verità tutto è nato da un obbrobrio difensivo di Blondett che invece di liberare ha passato la palla in orizzontale verso il centro dell’area dove è arrivato Benedetti che naturalmente ha trovato l’angolino per l’1-0.

Meglio nella ripresa quando le squadre hanno iniziato ad allungarsi. Forse il Pontedera ha avuto la sensazione di poterla chiudere (gol sfiorato da Caponi e poi traversa di Semprini) ma soprattutto ha subito l’ingresso di Evan’s al posto di Gemignani. Proprio di Evan’s la discesa e il cross che al 21’ hanno costretto Milani all’autogol nel tentativo di anticipare Parisi sul secondo palo.

A quel punto, poteva succedere tutto e invece non è successo niente. Il Pontedera si è riversato in avanti ma ha anche aperto spazi nei quali il Livorno ha provato a tuffarsi. Clamorosa la doppia occasione capitata prima sui piedi di Haoudi e poi sulla testa di Dubickas nel giro di cinque secondi, ma entrambe le volte Sarri è stato superlativo. E il Livorno ha sparato lì le sue ultime cartucce, perché nel finale neanche l’ingresso di Bueno (mah, magari farà 12 gol nelle ultime giornate ma a noi pare l’anti-calcio) e un paio di volate, sono servite a ribaltarla. E il pareggio, nei fatti, vale un punticino che non dà ossigeno. —

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