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E intanto l’unico raggio di sole arriva sempre e solo dalla Primavera

Alessio Traversi
E intanto l’unico raggio di sole arriva sempre e solo dalla Primavera

La squadra di Cannarsa resta ancora imbattuta e viaggia a tre sole lunghezze di distacco dalla capolista Arezzo ma con una partita in più

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Alessio Traversi

LIVORNO. Che nei momenti meno luminosi per la società e per la squadra amaranto qualche sprazzo di luce arrivi dalla Primavera non è una novità. È già accaduto, e talvolta è proprio da quei segni di vitalità che si è generata un po' della forza che è servita per guardare con minor uggia al futuro; tanto che non di rado, negli ultimi quindici anni, il futuro stesso ha poi avuto anche il volto di quei ragazzi che, di volta in volta, si facevano le ossa su campi che facevano tremare le gambe come quello della Juventus o nelle periferie calcistiche più sperdute.

Se anche da questa, malandata, stagione possa nascere dalla squadra di Cannarsa qualche prezioso fiore da coltivare nel tempo a venire è forse presto per dirlo, ma di certo l'annata non promette male. Il Livorno naviga ancora imbattuto, a tre punti dalla capolista Arezzo, che però ha una partita in meno da giocare.

Otto sono le reti segnate, quattro quelle subite, ma al di là dei numeri rinfrancano lo slancio e la qualità messi in campo dagli amaranto. Se nei primi match l'assetto, dopo l'ampio travaso di elementi verso prima squadra, era ancora da rodare, quello di sabato contro il Pontedera ha invece confermato che la formula di Cannarsa, orientata al 4-3-3, ha ormai una sua solidità.

Seppur nella parte finale della gara, sotto la disordinata ma comunque veemente pressione ospite, qualche imprecisione non sia mancata, tutto ha complessivamente funzionato nel modo giusto, a partire da un settore difensivo chiuso, tra i pali, da un Paci sempre reattivo e guidato dal già esperto capitan Salvadori, perno di una linea orizzontale compatta e precisa.

Ben congegnato anche il triangolo di centrocampo, dove non sono mancati i tocchi ispirati di Pulina e Irace e la concretezza di Stringara, punto di raccordo di tutto l'undici amaranto. Molta carica infine negli ultimi quaranta metri, a lungo dominati da un attaccante di peso come Cremonini - per il quale parla, tra l'altro, anche il lieve infortunio che lo ha costretto ad abbandonare il campo dopo i numerosi falli a cui i difensori sono dovuti ricorrere per non vedersi continuamente oltrepassare - e incessantemente percorsi sulle corsie esterne da Murati e Campo, schierati, in modo per niente scontato ma con esito più che redditizio, ciascuno sulla fascia opposta a quella in cui ci si aspetterebbe di trovarli.

E anche coloro che sono subentrati per dare man forte nell'ultima mezz'ora per mantenere il risultato non si sono risparmiati, facendo su e giù senza sosta fino alla fine. Dimostrando che in panchina ci sono delle alternative importanti e ragazzi che in ogni occasione possono dare una mano a questa squadra.

Quello che serve dunque c'è. Facciamone buon uso non solo ora ma anche poi.

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di Redazione web