Toscana
Sandy Iannella riparte dalla serie B «Con Ulivieri è uno spettacolo»
Eva Bertolacci
livorno. Dall’amaranto del Livorno al granata del Pontedera. Sembra che il cerchio della carriera calcistica di Sandy Iannella si stia per chiudere a pochi chilometri dalla sua città natale. Dopo 15 anni di Serie A la calciatrice si sta giocando la cadetteria con la squadra allenata da Renzo Ulivieri. Una stagione per niente semplice: «Come neo-promosse sapevamo che sarebbe stata dura, il livello è aumentato e ci manca la dovuta esperienza. Siamo penultime, ma ne retrocedono direttamente quattro, quindi non sarà facile salvarci...».
Ulivieri, maestro dentro e fuori dal campo.
«A 80 anni ha grinta da vendere, non fa distinzione tra uomini e donne, insegna a tutti con lo stesso approccio. Sto frequentando con lui il corso Uefa B per diventare allenatore, il corso è on line e in classe siamo sette donne e una quarantina di calciatori, fra cui Quagliarella, Criscito, Behrami».
Qual è il primo ricordo che le viene in mente pensando alla sua lunga carriera?
«Il primo scudetto con la Torres. In Sardegna ho vissuto anni bellissimi, ho giocato in Nazionale e in Champion’s League, esperienze che mi porterò sempre con me».
Già, la Nazionale. Quella mancata convocazione per i Mondiali del 2018 fa ancora male?
«Sapevo che quella sarebbe stata per me l’ultima chiamata in azzurro dopo aver partecipato a due Europei. Se non è successo la colpa è stata mia, perché evidentemente non avevo fatto abbastanza, sicuramente l’infortunio al crociato l’anno precedente mi ha penalizzato».
Parliamo della Sandy tifosa.
«Sono milanista da sempre, ma ho seguito il Livorno pur non frequentando lo stadio per motivi “di lavoro”. Ho assistito all’ultima partita di Igor Protti e festeggiato come gli altri gli anni della promozione in Serie A. Spero che potrà rinascere e risollevarsi da questa situazione».
Come vedrebbe un suo futuro in amaranto?
«So che il Livorno Femminile aveva allestito uno squadrone per salire in C, purtroppo quest’anno è stato contrassegnato dal Covid e il movimento in generale ne ha risentito. Più che da giocatrice non escluderei la possibilità, perché no, di diventare allenatrice».
Il Mondiale 2018 è stata una rinascita per il movimento femminile?
«I media si sono avvicinati, ma di strada da fare ce n’è tanta. Lottiamo perché ci vengano riconosciuti i diritti degli uomini. È inconcepibile che non ci vengano riconosciuti la maternità e la pensione». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
