Gioco
Jolly si scopre con il braccino: segna solo 29 punti e crolla in casa con Faenza
La capolista (nonostante le assenze) intimorisce la truppa di Pistolesi, soltanto Sara Ceccarini tiene in piedi la squadra ma non può bastare
LIVORNO. La paura fa novanta, ed il Jolly Acli opposto al E-Work Faenza, alza bandiera bianca. Intimorite dalla capoclasse, sul parquet amico del Modigliani Forum, la formazione rosablù fa karakiri, giocando una partita con un atteggiamento mentale sbagliato, e alla fine perdendo ma più che demeriti che per meriti delle avversarie. Scese a Livorno con una formazione zoppicante, priva di ben due titolari e di coach Sguaizer tutti in quarantena per la pandemia, le faentine non sono apparse la squadra "impossibile", ma questo forse il Jolly Acli non lo ha capito. O meglio lo hanno capito in poche, e tra queste una monumentale Sara Ceccarini che senza guardare in faccia nessuno ha saputo esprimersi al meglio rivelandosi vera spina nel fianco per le avversarie.
Anche Erica Digiovanni ha saputo tenere il parquet, ma, se escludiamo i 5’ di gloria della giovanissima Irene Sassetti (per lei una bomba) e in parte Sara Giangrasso, per il resto è stato un dramma. Percentuali di tiro al di sotto di ogni media, con la chiara testimonianza dei 29 punti finali, di fronte ad una difesa che tutto sommato non ha tradito, non sono certo bastati per superare o perlomeno dare noia alla numero uno del campionato. Alla vigilia coach Pistolesi chiedeva testa libera alle sue, in quanto l’avversario non sarebbe certo stato alla portata, ma forse proprio questa testa libera è ciò che è mancato e che ha frenato le labroniche. Partiva alla grande Livorno che con una super Ceccarini infilzava un parziale tutto suo di 8 a 0, di fronte alle ospiti sbigottite che, sbagliando talvolta l’impossibile, si vedevano costrette ad inseguirle.
Avanti di 4 al primo minibreak, Il Jolly nei successivi 10’ continuava a lottare alla pari con le romagnole che riuscivano a trovare prima dell’intervallo lungo una serie di conclusioni e andare così al riposo sopra di 6. Nella ripresa il patatrac. Le padrone di casa si inceppavano in tutto. Faenza, pur non incantando, macinava canestri su canestri, e in 10’, con un parziale micidiale di 6-20, balzava saldamente al comando del match. Nell’ultimo quarto pochi canestri dall’una e dall’altra parte ma con le ospiti che incrementavano il vantaggio fino al più 23 della sirena. Si sapeva che non sono certo queste le avversarie su cui il team labronico deve fare la propria corsa per raggiungere l’obiettivo prefissato, che è e rimane più che mai la salvezza, ma certo prove come questa devono solo fare riflettere.
Adesso, e per fortuna ci sarà la sosta per la Coppa Italia, dove ragazze e tecnici avranno la possibilità di rivedere il tutto, e ripartire così con il piede schiacciato sull’acceleratore. Anche perchè si tornerà a giocare il 21, sempre sul prestigioso parquet del PalaModì, con la Cestistica Spezzina un’altra grande del campionato di A2. --
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