Gioco
Una delle pagine più nere della storia amaranto da 28 anni non c’era lo spettro dei dilettanti
Sul campo il Livorno non è mai retrocesso in D, nel 1991 fu il fallimento della società di Mantovani a spedirci in Eccellenza
Fabrizio Pucci
LIVORNO. La sconfitta interna con l’Alessandria ha messo il Livorno in una condizione psicologica e di classifica disperata per cui serve un miracolo per evitare la discesa in serie D.
Purtroppo non è la prima volta che la squadra amaranto si trova in questa situazione. In 106 anni di storia il Livorno ha conosciuto l’amarezza della retrocessione in 14 occasioni, di cui oltre un terzo (per la precisione cinque) negli ultimi quattordici anni: un’incidenza troppo alta per un presidente come Spinelli che – per disponibilità economiche – avrebbe potuto mantenere serenamente la squadra almeno in serie B se non addirittura nella massima serie.
L’ALMANACCO
Nei 14 campionati che hanno visto retrocedere il Livorno, la squadra è arrivata ultima in sei occasioni, di cui quattro dal 2007 ad oggi. Gli amaranto furono fanalini di coda nel 1949 (retrocessione dalla A alla B), nel 1988/89 (C1-C2), poi con scellerate stagioni fotocopia in serie A nel 2008, 2010 e 2014. Ultimo e staccato, il Livorno è arrivato anche l’anno scorso in serie B.
SFORTUNA E IGNOMINIA
Nella storia ci sono retrocessioni figlie di limiti, ma anche di iella cosmica. Eclatanti i casi del 1938/39 e del 1982/83. Nel ’39 il Livorno scese in B per 5 millesimi di gol nel quoziente reti che arrise alla Triestina (0,816) condannando i nostri (0,821).
44 anni dopo la squadra di Lupo Balleri retrocesse in C2 all’ultima giornata a causa della sconfitta al San Paolo con il Campania e i risultati chiaramente aggiustati dalle dirette concorrenti per la salvezza.
Per onor del vero, però, ci sono stare anche retrocessioni vergognose. Se arrivare ultimi in serie A ci sta, specie per una provinciale (anche se i tre ultimi posti consecutivi in A del 2007, 2010 e 2014 un po’ arrossire fanno), quanto accaduto nel 1988/89 e l’anno scorso non è ammissibile.
Trentadue anni fa, in C1, con la società chiamata Pro Livorno sull’orlo del fallimento, la squadra mise insieme 20 punti frutto di 4 vittorie, 12 pareggi e 18 sconfitte con un digiuno di successi che si protrasse dal 30/10/1988 (Livorno-Mantova 2-1) al 4/6/1989 (Livorno-Modena 1-0). Fu l’anno delle mazzate inferte dal Trento: 0-5 all’Ardenza a S. Silvestro 1988 e 1-6 in trasferta.
Quanto all’anno scorso, ci sarebbe da scrivere un libro sui record negativi: basti pensare alle 14 sconfitte interne, al fatto che il Livorno, in fatto di punti in classifica fu più che doppiato dalla penultima.
PRESENTE E FUTURO
Adesso il Livorno è di nuovo in bilico. Se dovesse andare in D, centrerebbe un altro record: mai prima d’oggi la società è retrocessa per due anni consecutivi.
Gli amaranto tornerebbero in quarta serie (conosciuta la prima volta nel 1983) dopo 24 anni. Per quarta serie adesso si intende la serie D, mentre prima era la C2 da cui uscimmo il 15/6/1997 battendo 3-0 la Maceratese a Reggio Emilia.
Se invece consideriamo il mondo dei dilettanti, il Livorno vi tornerebbe dopo 28 anni. L’ultima volta che abbiamo visto il calcio a certe latitudini è nella stagione 92/93.
Il Livorno arrivò dietro la Vogherese nell’allora Campionato Nazionale Dilettanti (oggi serie D), ma fu ripescato in C2. Nei dilettanti la società era finita il primo agosto 1991 quando fu estromessa a seguito della crisi economica del presidente Mantovani.
Se ad aprile il Livorno retrocede in D lo farà sul campo. E anche in questo caso sarebbe la prima volta che accade.
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