Gioco
«Una sconfitta così dà molto fastidio ma fidatevi, ho visto solo segnali positivi»
Marco Amelia elogia tutta la squadra e spiega le sue scelte La rabbia di Rubino sul rigore: «Non siamo vittime sacrificali»
Gianni Tacchi
livorno. Parte carico, prova a telecomandare la squadra. Chiede di rispettare le marcature preventive, perde la pazienza su qualche errore in uscita. Lo senti urlare quando ripete a Sosa di guidare la difesa, quando Parisi regala un pallone pericoloso a quelli dell’Alessandria, quando Mazzarani protesta per un fallo inesistente.
La prima di Marco Amelia, la prima volta da allenatore del Livorno e la prima panchina a livello professionistico dopo due esperienze in serie D, è fatta di scelte che sorprendono, di spirito di sacrificio e di una sconfitta difficile da digerire. «Siamo stati penalizzati, c'è tanto amaro in bocca. Devo fare i complimenti a tutti i ragazzi perché si sono messi a disposizione. Per come l'abbiamo affrontata e interpretata, meritavamo almeno il pareggio. Perdere così dà fastidio, ma ho visto segnali positivi che mi fanno ben sperare. Nello spogliatoio ho trovato i ragazzi arrabbiati: giusto così, per costruire l'impresa abbiamo bisogno proprio di questo spirito. Spinelli? Non l'ho ancora sentito, ma non c'è problema: la stima è reciproca».
IL TECNICO
Amelia dice di essere «più soddisfatto della prestazione che deluso per quell'episodio finale» e ripercorre «94-95 minuti di grande attenzione, di voglia di fare risultato, purtroppo anche di sfortuna». «Peccato perché abbiamo avuto pure qualche occasione con Bueno, Evan's e Parisi», aggiunge l'ex portiere.
In sala stampa Amelia parla anche dei singoli: «Bueno ha preso un sacco di botte e si è sacrificato. Neri ha interpretato bene la gara, ho avuto un'ottima risposta anche da Bobb. Mazzarani ha fatto una partita di contenimento sul loro mediano, sta crescendo e sono sicuro che farà la differenza. Nunziatini difensore centrale? Secondo me è quello il suo ruolo, mi ricorda Chiellini per qualità e intelligenza. Evan's seconda punta? Ha giocato in quella posizione per anni, nasce come esterno d'attacco e potrà essere riproposto davanti».
Magari accanto a Dubickas, ieri in panchina per un problemino fisico. «Mandarlo in campo e rischiare di perderlo per due mesi non mi sembrava la scelta giusta, l'obiettivo è recuperarlo per domenica pomeriggio (scontro diretto in casa della Giana alle 15, ndr)».
IL DIRETTORE SPORTIVO
A fine partita interviene anche il direttore sportivo Raffaele Rubino, che parla di «orgoglio e applicazione, una partita che conferma il fatto che possiamo dire la nostra». Poi alza la voce per quanto riguarda l'arbitraggio e parte ovviamente dal contatto Sosa-Arrighini che ha portato al rigore decisivo: «Un contatto abbastanza leggero, non così eclatante - le parole di Rubino - non voglio puntare il dito contro l'arbitro, altrimenti poi ci torna tutto contro, ma gli ultimi 10’ sono stati indirizzati in un certo modo e siamo stati costretti ad abbassare il baricentro. Non c'è solo il rigore, penso anche all'ammonizione assurda a Mazzarani a metà secondo tempo. No, non mi è sembrato un arbitraggio lineare. Sia chiaro a tutti che non siamo le vittime sacrificali, su questo non si scherza». —
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