Gioco
Lanciava il martello, ora trionfa col bob a due «Quasi un caso, e mi ritrovo pure in tv...»
Cresciuto nell’Atletica Livorno, domenica Eric Fantazzini ha vinto il titolo italiano ed è già un perno della nazionale. Ma non lascia neanche i lanci
il personaggio
ANDREA MASINI
Dal lancio del martello alla neve il passo è breve. Anzi, velocissimo. Come il bob di Eric Fantazzini, 25enne di originario di Pavia, sportivamente adottato dall’Atletica Livorno ma anche - e soprattutto - nuovo perno della nazionale italiana di guidoslitta (a 2 e a 4), con all’attivo numerose partecipazioni in Coppa Europa, Coppa del Mondo e un titolo italiano conquistato proprio lo scorso fine settimana in coppia con Patrick Baumgartner sulla pista austriaca di Igls.
Fantazzini e Baumgartner, in 1’44”18, hanno preceduto il tandem formato da Mattia Variola e Delmas Obou, staccato di 65 centesimi. Terza piazza per Alex Verginer e Mattia Banello a 1”76. Un successo che vale doppio, anche per la classifica Under 26. Eric, innanzitutto il brivido che si prova a salire sul gradino più alto del podio… «Una gran bella sensazione, improvvisa e pure inaspettata. Un risultato giunto al termine della mia prima stagione in questa nuova dimensione, che mi ha permesso di maturare già parecchia esperienza in ambito internazionale con gare di Coppa del Mondo, campionati Europei e Mondiali. Stupendo vincere il campionato italiano, ma le emozioni che si provano nel rappresentare l’Italia vanno senza dubbio oltre. Al tempo stesso dispiace che nel nostro paese il bob sia poco conosciuto e che tutte le piste, con il passare degli anni, siano state dismesse. L’auspicio è che grazie all’assegnazione delle Olimpiadi Invernali a Milano e Cortina si possa tornare presto a gareggiare anche in Italia».
Perché il bob? Quando e dove è nata la sua passione per gli sport invernali?
«Per caso, ma non troppo. Durante il mio percorso nel lancio del martello, sentivo spesso di compagni e avversari che durante l’inverno andavano a provare il bob. Poi un giorno d’autunno (2020, ndr) mi squilla il telefono. Rispondo. E dall’altra parte c’era Giovanni Mulassano, tecnico e selezionatore della nazionale. Aveva notato i miei risultati nei lanci e visto che la preparazione per il bob non è così diversa da quella del martello, dopo i test fisici ha deciso subito di gettarmi nella mischia il 12 dicembre scorso nella tappa di Coppa del Mondo a Innsbruck. Un buon debutto, fondamentale per guadagnarmi la titolarità nel bob a 2 e a 4 ai campionati Mondiali».
Cosa ha pensato quando è arrivata la prima convocazione in nazionale?
«Non stavo più nella pelle, indossare la casacca della nazione riempie di orgoglio. I miei genitori quasi non ci credevano nel vedere il cognome Fantazzini in tv, nel bel mezzo di una manifestazione internazionale».
Dal punto di vista di un atleta, quali sono le differenze tra uno sport come l’atletica leggera e il bob?
«Come ho già detto in precedenza, la preparazione è molto simile specie negli esercizi fondamentali di forza ed esplosività. Quindi sotto l’aspetto atletico non ho fatto fatica o incontrato altre difficoltà».
Più complicato spingere una slitta, oppure lanciare un martello il più lontano possibile?
«Bella domanda: per me che in pedana ho sempre fatto fatica ad esprimermi come in allenamento, nel contesto del bob forse riesco a gestire meglio l’attesa e l’adrenalina».
Cosa rappresenta per lei l’Atletica Livorno?
«A mio avviso l’atletica sta alla base di ogni disciplina sportiva. E l’Atletica Livorno è un grande club, formato da grandi persone. Sicuramente la mia famiglia sportiva».
I suoi prossimi impegni?
«Prossima settimana sarò in Francia per un allenamento collegiale e forse proverò anche a guidare la slitta».
I Giochi di Milano e Cortina 2026 sono un obiettivo concreto?
«E perché farsi scappare Pechino 2022? Ad ottobre, in Cina, ci sarà il test event e farò di tutto per esserci e proseguire nel migliore dei modi questa bella avventura. Buttando l’occhio al 2026 decisamente sogno le Olimpiadi in casa, magari da pilota. I lanci? Per ora non li mollo, poi strada facendo vediamo cosa mi riserverà il futuro». —
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