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Livorno

«Impresa possibile, io ci credo Mi ha scritto anche Mourinho»

A.B.
«Impresa possibile, io ci credo Mi ha scritto anche Mourinho»

La prime parole di Amelia. «Ho visto quasi tutte le partite, alla squadra chiederò rispetto per la maglia» 

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l’intervista

Chissà se i pantaloni amaranto sono una casualità uscita dall’armadio o una scelta scaramantica. Di certo più di una volta nella sua prima intervista, Amelia ripete la parola “senso di appartenenza” come fosse un mantra da trasmettere alla squadra.

Benvenuto Amelia.

«Grazie, mi attende un’impresa non da poco, ma ce la possiamo fare».

Ottimista...

«Certo. Sono sicuro che la salvezza è un’impresa che si può fare. Non sono parole di circostanza. E poi questa serie C è un patrimonio che dobbiamo difendere».

Da dove si riparte?

«Da tre grandi valori: rispetto, coesione e lavoro».

Ci spieghi.

«Rispetto perché voglio che nel nostro spogliatoio ci sia grande rispetto per la maglia e per la storia del Livorno. Coesione, perché sono convinto che l’obiettivo si può centrare solo se c’è unità d’intenti tra squadra, società, tifosi e media. Lavoro, perché è l’arma più potente che abbiamo per fare buone cose sul campo».

Quando le è arrivata la chiamata?

«Domenica in tarda serata».

Quanto ci ha riflettuto?

«Neanche un minuto».

Eppure sa che qualcuno ha commentato “chi gliel’ha fatto fare...”?

«Livorno è nel mio cuore. Avevo deciso di stare fermo fino a giugno dopo l’operazione all’anca. Ma al Livorno non potevo dire di no. E sono orgoglioso di essere qui».

Dal Canto a Livorno aveva la grande stima dei tifosi, lei è uno dei pochi che poteva arrivare qui ed essere accolto comunque bene.

«Ciò che ho fatto da calciatore qui non si cancella. Ma adesso parte una nuova storia. E il credito me lo devo conquistare con i risultati».

Ha già visto il Livorno?

«Sì, tante volte. Quasi sempre. Compresa la partita contro la Pergolettese».

Dove c’è più da intervenire? Sulla testa dei giocatori o sulla tattica?

«Credo di avere le capacità per aggiungere qualcosa sotto entrambi i profili. Ma cuore e senso di appartenenza dovranno diventare le fondamenta».

Come valuta la rosa?

«A gennaio sono stati fatti innesti importanti. È chiaro che servono dei tempi per amalgamare giocatori nuovi».

Ha parlato con Spinelli?

«No, ho parlato con Aimo Presta e Rubino. Lo sentirò con calma. Ma so che la mia scelta è stata avallata da tutti».

In estate lei rappresentava un gruppo americano. C’è ancora?».

«No, assolutamente. Non sono più legato a nessuno».

Che modulo le piace?

«Lo scelgo sempre in base ai giocatori che ho».

Lei ha avuto allenatori del calibro di Ancelotti, Lippi, Hiddink, Mourinho, Allegri, Gasperini... A chi si ispira?

«Mourinho per il suo carisma. Mi ha anche mandato un messaggio di in bocca al lupo».

Mourinho?

«Sì, verso l’ora di pranzo. Mi ha fatto molto piacere».

Altri messaggi?

«Da Jaconi e da tutti i ragazzi della promozione in B del 2001. Siamo ancora un gruppo. Ed è bellissimo». —

A.B.

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