Gioco
Il sogno dell’Unicusano quattro mesi da urlo per il derby con la Libertas
La Pielle è carica e punta al salto in serie B per affrontare i cugini Fini: «Siamo forti ma nessuno pensi che sia una passeggiata»
Francesco Parducci
LIVORNO. Poco più di 48 ore alla prima palla a due, ma sembreranno non passare mai. Un anno di attesa, fra speranze (di ricominciare) e delusioni (rinvii) ma questa volta sembra quella buona e in casa Unicusano Pielle questa attesa è febbrile. La società è riuscita a metter su una squadra di prim’ordine (anche se, nonostante qualcuno la faccia troppo facile, la concorrenza non mancherà) in grado di puntare all’unica promozione in palio nella C Gold Toscana. Il che vorrebbe dire derby in serie B con i cugini della Opus Libertas, un primo vero segnale di rinascita del basket livornese.
Ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, leggi un campionato del tutto particolare, come non se ne sono mai visti: tre gironcini da 5 squadre, seconda fase con in palio la promozione (tramite successivi play-off) per le prime due di ognuno di questi.
Il tutto da risolversi in 4 mesi, roba mai vista. Il primo obiettivo, ovviamente, sarà accedere alla fase promozione e fin qui non dovrebbero esserci dubbi. Poi, si vedrà.
Dice l'assistente di coach Andrea Da Prato, David Fini: «Non vediamo l’ora che quella palla venga alzata dal primo arbitro. Sarà per la lunga attesa, come tutte le altre è da un anno che non giochiamo una partita ufficiale, sarà perché questa volta c’è un obiettivo importante, ma veramente sembra di aspettare un evento».
«Abbiamo fatto una preparazione breve, 4 settimane, ma molto intensa – racconta Fini –. Abbiamo rinunciato alle amichevoli per ridurre al minimo il rischio di contagi anche ricordando quello che era a successo a settembre prima dello stop con l’amichevole a Pontedera. Ci sono almeno altre due o forse tre squadre che hanno il nostro stesso obiettivo e in un campionato così ogni partita pesa quanto una finale, nessuno potrà permettersi il minimo errore. Ci vorrà anche fortuna, nel senso di poter sempre schierare, negli scontri diretti, la squadra al completo». —
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