Gioco
Un Livorno che spera E adesso Dubickas sembra l’arma in più verso la salvezza
Tre partite, un gol segnato, uno (buono) annullato e un rigore Dal Canto al lavoro per l’assalto alla rivelazione Renate
Fabrizio Pucci
livorno. C’è ancora vita sul pianeta amaranto. E c’è pure la sensazione – che dovrà essere suffragata dai fatti domenica del durissimo match casalingo con il Renate – che il peggio sia passato. D’altronde dopo essere stati in fondo al pozzo – sul risultato di 2-3 per l’Olbia – sabato scorso i ragazzi di Dal Canto si sono trovati dinanzi a un bivio: provare a rialzarsi o annegare.
Hanno aperto la busta numero uno con l’unghiata di Dubickas contro i sardi e il rigore del glaciale Buglio nel mercoledì novarese.
PUNTA VERA
E proprio il giovane attaccante lituano costituisce la sorpresa più lieta di queste settimane. Il suo rendimento è elevatissimo: un gol sfiorato con il Piacenza, uno segnato e ingiustamente annullato nella caporetto di Alessandria contro la Juventus Under 23 (non era assolutamente in fuorigioco) prima di quello buono come il pane e fondamentale contro l’Olbia. Infine il rigore procuratore sul sintetico del ‘Piola’ dove si è dimostrato anche molto furbo nell’anticipare il portiere alla ricerca del (netto) fallo da rigore.
Il suo prodotto interno lordo in un mese è più alto di quello di tanti suoi illustri colleghi che qui hanno steccato. Edagaras ha ottenuto tutto questo senza strafare: gli sono bastati velocità, i movimenti giusti, l’astuzia generata dalla sana fame di affermarsi. Tutti ingredienti che qui non si vedevano da un pezzo e che compongono la parola magica ‘motivazione’ a cui adesso vanno abbinate ‘continuità’ e ‘umiltà’ perché a 22 anni è facile montarsi la testa.
NUOVA AMALGAMA
Restando in tema di parole magiche, ce n’è un’altra che può fare la differenza. E’ spesso abusata fino quasi a farla sembrare un concetto vuoto dietro una definizione: l’amalgama. Nelle prime uscite dopo la rivoluzione di gennaio il Livorno è parso smarrito, privato delle sue certezze o – come disse Dal Canto – «della voglia di restare attaccati alla propria disperazione per salvarsi».
Questione psicologica, insomma, ma pure tattica perché questi giocatori dovevano conoscersi, “annusarsi”, sposare tutti insieme una causa difficilissima, in pratica diventare gruppo e poi squadra. Un’operazione da compiere in fretta, con gli allenamenti quotidiani e giocando il più possibile. Ecco. A Novara abbiamo rivisto il Livorno di prima, quello che non andava mai in barca, che poteva anche perdere, ma senza subìre l’atteggiamento degli avversari. Su queste fondamenta deve essere costruita la salvezza.
GLI INFORTUNATI
Intanto ieri la squadra è subito tornata al lavoro in previsione della partita con il Renate. Il gruppo ha lavorato al Centro Coni di Tirrenia, ovviamente senza forzare visto che era reduce dalla trasferta in Piemonte.
Nessuna novità dal fronte degli infortunati. Contro i nerazzurri mancheranno ancora Braken, Evan’s e Mazzarani. Le condizioni di quest’ultimo, però, sono in netto miglioramento e Dal Canto spera di riaverlo in gruppo la prossima settimana per poi gettarlo nella mischia a Crema con la Pergolettese il 28 febbraio. —
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