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Danilevicius e quella telefonata «Prendi la mia casa e segna»

F.P.
Danilevicius e quella telefonata «Prendi la mia casa e segna»

L’attuale presidente della Federazione Lituana svela la chiamata al connazionale Dubickas 

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l’intervista

Non sappiamo chi sia la persona a cui Edgaras Dubickas ha telefono subito dopo aver firmato per il Livorno. Di certo sappiamo da chi l’ha ricevuta, la prima chiamata: Tomas Danilevicius. E attenzione, per questo ragazzo di 22 anni deve essere stato emozionante perché dall’altra parte del capo c’era il presidente della Federcalcio lituana, non esattamente l’ultimo arrivato. E proprio Tomas, che qui venne quando Dubickas aveva quattro anni, ce ne illustra le caratteristiche tecniche e tattiche: «Il ragazzo – dice subito Danilevicius - ha talento. È una prima punta di movimento. Non è statico. Non dà punti di riferimento. Fin qui l’aspetto tattico. Tecnicamente invece, per me vale la serie B».

Però si trova in C. Che cosa gli manca?

«In passato ha avuto qualche acciacco fisico. Ebbe un infortunio a una caviglia da cui si è ristabilito. Adesso sta bene. Per il calcio lituano è un giocatore di prospettiva. Ha fatto tutta la trafila nelle Nazionali giovanili. In Under 17 e Under 19 era uno dei cardini della squadra. Quanto all’Under 21, la sua avventura è finita perché ormai è fuori quota. Per lui possono aprirsi le porte della Nazionale maggiore, ma dipende solo da lui».

Da questo punto di vista la tappa di Livorno è decisiva?

«Sì. A Edagaras Dubickas (ma si pronuncia Dubizkas con la ‘z’ al posto dell ‘c’) manca la consacrazione in un campionato professionistico. Di prime squadre. Di grandi. Come si dice in Italia: deve farsi le ossa e dimostrare per intero il suo talento. Livorno da questo punto di vista è la piazza ideale per lui che deve fare la gavetta e mangiare un po’ di pane duro con i difensori italiani».

Quando l’ha chiamato che cosa gli ha detto?

«Gli ho spiegato che cosa significa giocare nel Livorno e ciò che i tifosi amaranto si aspettano da ogni giocatore. L’ho chiamato come se fossi il suo fratello maggiore e non da presidente della Federcalcio. Gli ho dato la mia casa di Tirrenia. L’ho motivato a dare tutto. Per se stesso e per il mio Livorno».

Che effetto le fa vedere un lituano in maglia amaranto?

«Bello. Edgaras rispetto a me parte avvantaggiato perché è in Italia da tempo e conosce bene la lingua. Io quando venni ero a digiuno di tutto. Sono convinto che a Livorno troverà l'ambiente ideale per giocare con continuità e quando si gioca di frequente aumentano le probabilità di far bene. Accadde anche a me ai tempi di Avellino. Non saltavo una partita e segnai tantissimo».

Tomas, ci rivela un retrocescena di quella telefonata a Dubickas? Lei ormai è livornese, non dica che è stata una telefonata banale...

«In effetti gli ho detto: "Edgaras a Livorno cerca di sfondare, altrimenti sappi che ti vengo a cercare e io sfondo te, perché tanto so dove abiti in Lituania e ti trovo subito. De...». —

F.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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