Gioco
Mezzogiorno di fuoco per gli amaranto serve un’impresa per non affondare
Senza Mazzarani, Dal Canto pensa all’albero di Natale con Pallecchi e Haoudi a innescare il pungiglione di Dubickas
Fabrizio Pucci
LIVORNO. Mentre l’Italia avrà la forchetta in mano e le gambe sotto il tavolo, il disperato Livorno di Dal Canto avrà le gambe sul prato del ‘Piola’ di Novara e la fame di chi è a digiuno di vittorie da quattro turni.
Si gioca a mezzogiorno e mezzo di un ordinario mercoledì d’inverno e la collocazione oraria è di per sé un’offesa agli dei del calcio che speriamo non se la prendano troppo con gli amaranto a cui manca solo la penitenza da sacrilegio per completare la collezione di guai che lo affliggono da inizio stagione.
SI SALVI CHI PUÒ
Si va in Piemonte con il fardello di nove gol incassati in due partite per una raccapricciante media di un’esultanza avversaria ogni venti minuti. Cifre disarmanti che hanno minato le certezze della squadra a cui, però, si può eccepire poco.
Il mercato di gennaio ne ha cambiato i connotati, ne ha stravolto gli equilibri tattici ed ora Dal Canto deve praticamente ridisegnare la squadra in relazione alle caratteristiche tecniche e tattiche dei nuovi giocatori.
Nei fatti, però, nelle ultime due uscite ci sono stati troppi sbandamenti che già da oggi dovranno essere riportati quantitativamente vicino allo zero. Altrimenti anche nella tana dei Sabaudi si rischia di rimediare una pessima figura che - in previsione del match casalingo di domenica con il forte Renate - non sarebbe di certo il miglior viatico.
CORAGGIO
Messa così sembra una partita da 1 fisso anche perché al Livorno mancherà di nuovo il suo uomo-faro: Mazzarani. Eppure con un pizzico d’attenzione e di coraggio, l’impresa è possibile.
Certo, il Livorno dovrà essere bravo a raccogliere le briciole di una partita che si annuncia di sacrificio, ma qualche fessura nella quale incunearsi, i piemontesi - maestri di discontinuità anche nella singola gara - la lasciano sempre aperta.
Dopo tutto non è un caso che il Novara, ben presto sfrattato dalle residenze nobili del campionato nonostante le sbandierate ambizioni estive di primato, sul campo abbia conquistato appena tre punti in più degli amaranto (26 a 23, senza contare la nostra penalizzazione).
Non solo: all’andata vinse qui in modo fortunoso altrimenti in classifica sarebbe al livello del Livorno. Insomma: la trasferta è difficile, ma non impossibile.
ALBERO DI NATALE?
Dicembre è passato da un pezzo, ma Dal Canto potrebbe rispolverare l’albero di Natale. Dato (quasi) per scontato che non ricorra al turnover, il disegno tattico ruota attorno all’eventuale utilizzo di Pallecchi al posto di Canessa in attacco.
Se rispetto a sabato scorso dovesse esserci questo avvicendamento, il ruolo di vertice sarebbe di Dubickas con Pallecchi e Haoudi pronti ad innescare il lituano.
Per il resto, come detto, non è prevista nessuna variante. Al limite potrebbe esserci spazio per Nunziatini dal primo minuto al posto di Buglio, cambio che però non stravolgerebbe il 4-3-2-1. Basterà? Non è dato saperlo. Però di certo dovrà bastare, altrimenti si prospetta un altro viaggio di ritorno a Livorno al fiele.
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