Gioco
Nel tuffo di Ammannato c’è la svolta Libertas «Vista la rabbia giusta»
Il successo contro Firenze rilancia la squadra di Gigi Garelli E dietro l’angolo c’è il big match contro la capolista San Miniato
Andrea Masini
livorno. Il tuffo di Marco Ammannato per recuperare una palla vagante e la panchina che salta come se avesse realizzato il canestro della vittoria all’ultimo secondo: la trasformazione della Libertas 1947, rispetto ad un gennaio pessimo, si riassume in questo episodio. Un atteggiamento esemplare. Lucido per l’intero arco dei quaranta minuti. Votato al sacrificio e con grande consapevolezza nei propri mezzi.
Tutte qualità che i ragazzi di coach Garelli hanno sempre avuto, ma che non sempre sono riusciti a tirar fuori: «Un mese fa, probabilmente, avremmo fatto un po’ più di fatica nel momento in cui Firenze è andata avanti (51-53, ndr) - ammette il capo allenatore libertassino - stavolta invece ho visto e rabbia e voglia di strappare i due punti. Alla resa dei conti, l’essere rimasti con anima e corpo dentro la partita ci ha premiato. Sono anche molto soddisfatto della capacità camaleontica dei miei giocatori: quando si prepara una partita contro un attaccante del calibro di Poltroneri e durante il riscaldamento realizzi che non sarà della contesa, non è assolutamente scontato rielaborare un piano partita ma i ragazzi lo hanno fatto con caparbietà, nonostante Merlo ci abbiamo messo i bastoni fra le ruote soprattutto nei primi due quarti…».
Libertas 1947 che se l’è cavata bene pure nell’attacco alla zona: «Si poteva fare sicuramente meglio, ma il processo di maturazione di un gruppo nuovo per dodici dodicesimi non può essere immediato».
Settimo sigillo per la Opus (su 11 partite), alla vigilia del big match contro l’Etrusca San Miniato in programma domenica 21 gennaio sul parquet del Modigliani Forum: il team pisano di coach Barsotti, che al momento sarebbe al comando anche della classifica congiunta tra il girone A1 e A2 in virtù di 10 vittorie e una sola sconfitta, è un rullo compresso che dovrà, però, vendere cara la pelle per uscire con le braccia alzate dal tempio labronico.
La Opus, infatti, smania dalla voglia di vendicare le sberle subite in Supercoppa e nella gara di andata, così da stoppare l’avanzata della prima della classe e compiere un’ulteriore balzo in graduatoria in vista della seconda fase (di regular season) sui difficili campi delle formazioni romagnole e piemontesi.
Nell’intervallo della partita tra Opus e Pino Firenze, il team manager della Opus Michelangelo Diana (padre di coach Andrea) ha donato alla società di via Borra un defibrillatore in memoria della moglie Serena, seguito a ruota dal presidente Roberto Consigli con 8 palloni in omaggio a Maurizio Melis, presidente e allenatore della squadra di basket Toscana Disabili Sport, il cui campionato nazionale di B inizierà il prossimi 6 marzo .
Infine questa mattina, inoltre, Francesco Forti – figlio dell’ex bandiera libertassina Andrea – discuterà la tesi in Economia Aziendale per completare il corso di laurea all’Università Niccolò Cusano. Dopo essere diventato papà e capitano della Opus, per Forti Jr. un’altra grande soddisfazione personale. Bravo Francesco! —
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