Gioco
L’arma segreta di coach Garelli «Le rotazioni più serrate»
LIVORNO. Post partita disteso per coach Gigi Garelli che, dopo la consueta sbirciata alle statistiche, si gode un successo di capitale importanza, con la sfida all’Etrusca San Miniato già nel mirino: «Da qualche settimana – ammette l’ex allenatore della Pallacanestro Crema – stiamo lavorando in maniera intensa durante gli allenamenti e questo facilita una rotazione più serrata dei giocatori, così da risparmiare energie preziose e al tempo stesso di mescolare continuamente le carte nella metà campo offensiva. Poi è ovvio, alle volte ci riesci ed altre no».
Libertas 1947 che è scesa in campo a muso duro, consapevole dello stato di grazia del pivot in maglia All Foods Tommaso De Gregori, reduce da una prestazione pazzesca contro l’Umana Chiusi da 27 punti, 17 rimbalzi e 41 di valutazione: «Già da qualche domenica avevo notato che Firenze appoggiava molto la palla dentro, – continua Garelli – di conseguenza il nostro piano partita iniziava dal contenimento sui blocchi sulla palla che De Gregori portava sistematicamente a Bruni. E devo dire che nella fase iniziale della partita ha funzionato, a discapito della minor attenzione ai pericoli presenti sul perimetro, malgrado l’assenza del loro miglior realizzatore. Il forfait di Poltroneri ha favorito senza dubbio le responsabilità di un gran bel giocatore come Merlo, preciso e feroce dall’arco. Poi nel finale siamo stati bravi a gestire, dettaglio che magari ci era un po’ mancato in altre occasioni».
Nel cuore della ripresa la coriacea formazione di Marco Del Re era riuscita a mettere il muso avanti, senza però fare i conti con la solidità di una Opus ufficialmente rinata dopo un mese di gennaio da film horror (quattro sconfitte su cinque incontri): «Non ci siamo scomposti ed abbiamo subito reagito, segno tangibile di una percorso di crescita comunque ancora lungo. Un aspetto che non mi è piaciuto? 41 punti subiti nei primi 20 minuti sono oggettivamente troppi. La condotta arbitrale? Preferisco sorvolare», ha concluso Gigi Garelli. —
A.M.
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