Gioco
Una frittata e poi il sospiro di sollievo Dubickas la riprende all’ultimo minuto
Un 3-3 zeppo di errori tra Livorno e Olbia con la squadra di Dal Canto che si fa ribaltare il 2-0. Troppi guai in fase difensiva
Alessandro Bernini
livorno. Più ci pensi e più ti confondi. Due punti persi o un punto guadagnato? Anche a essere ottimisti e voler guardare il bicchiere mezzo pieno, ti resta comunque tanta preoccupazione: oggi il Livorno è una squadra fragile, senza grosse certezze. Evitare l’ultimo posto e giocarsi almeno i playout non sarà facile.
Il 3-3 contro l’Olbia non è figlio di calcio-champagne ma di un luna park di errori. Tutti li hanno commessi: il Livorno con due ingenuità folli di Blondett (sull’1-2) e Castellano (il rigore del 2-3), l’Olbia col portiere Tomaghi (sull’1-0) e coi i centrali che si sono dimenticati di Dubickas al 91’ in mezzo all’area, e pure l’arbitro Natilia perché il gol del 2-2 di Ragatzu sembrava proprio in fuorigioco.
Un susseguirsi di errori che ha stravolto la partita, dal 2-0 per il Livorno a inizio ripresa, al 2-3 per l’Olbia a metà ripresa, fino al 3-3 finale col gol di Dubickas che ci regala almeno un punticino e tiene quantomeno in vita il Livorno. Oltre a tenere in vita anche Alessandro Dal Canto, la cui testa rischiava di saltare in caso di sconfitta.
Come detto resta la sensazione che oggi il Livorno non sia ancora una squadra. Una logica, se ci pensate c’è: negli ultimi due mesi il Livorno non è stato modellato, ma disintegrato e distrutto. E anche il mercato di gennaio, viste le partenze dei quattro svincolati, più Piccoli e Di Gennaro, ha cambiato completamente i connotati alla squadra. Gli altri sanno quello che devono fare in campo, il Livorno non lo sa ancora. Forse ci vuole tempo per dare una identità a questo gruppo ma non è che ne abbiamo a disposizione molto.
E poi preoccupano questi blackout clamorosi. Ricordate la partita di domenica scorsa contro la Juventus under 23? Prendemmo tre gol in sei minuti. Stavolta ne abbiamo presi altri tre in 18 minuti. Molto preoccupanti. Prima il Livorno era più granitico, non sbandava quasi mai, magari perdeva ma restando sempre in partita. Adesso sembra accusare ogni avversità, e uno schiaffo diventa un pugno da ko. La difesa fa acqua, 9 gol in 2 partite sono una enormità. Blondett anche ieri ha faticato da matti a star dietro a un attacco di medio livello come Udoh, neanche il rientro di Gemignani ha dato più solidità a un reparto dove Sosa non sa essere leader.
Va detto che spesso alla difesa manca pure protezione. L’unico dei centrocampisti che ha dato un po’ di copertura è stato Castellano, mentre Haoudi ha caratteristiche offensive a Buglio è sembrato un pesce fuor d’acqua.
La salvezza si costruisce prendendo meno gol possibile. In questo senso la strada tracciata fino a un mese fa sembrava giusta, ma adesso dalla cintura in giù abbiamo la forma di un groviera.
Tutto da buttare? No, qualche nota positiva va trovata. Abbiamo comunque realizzato tre gol (finalmente anche su azione, e quella del 2-0 è stata pure bella), la squadra ha trovato comunque l’orgoglio e la forza d’animo nel finale per riprendere la partita sul 3-3; in più ci sono segnali di crescita di Bussaglia e soprattutto del giovane lituano Dubickas che ha segnato ma soprattutto è utile alla squadra, ha buoni piedi e potrebbe portare in dote quei 6-7 gol che ci servono.
Prendiamo il punto e voltiamo pagina. Anche perché si va di fretta e mercoledì c’è un’altra battaglia: si va a Novara, fischio d’inizio a alle 12.30. Sperando che a quell’ora i luna park degli errori siano chiusi. —
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