Gioco
Livorno-Olbia è già un mezzo spareggio. Si ferma Mazzarani: starà un mese fuori
Match molto delicato al Picchi: i tifosi hanno deciso di ritrovarsi alle 16 fuori dalla gradinata per sostenere la squadra amaranto
LIVORNO. La definizione di “spareggio” è spesso abusata nel calcio. Ancor di più quella di “ultima spiaggia”, che poi infatti non è quasi mai l’ultima spiaggia. Eppure il match di oggi tra Livorno e Olbia profuma molto di spareggio, vista la situazione di classifica a dir poco complicata di entrambe. L’Olbia ha però cinque punti in più e una partita da recuperare, per cui sta meglio di noi. Che oltretutto (come potete leggere qui a fianco) rischiamo di subire una nuova penalizzazione, in una stagione davvero inquietante.
Anche oggi andiamo ad affrontare questa sfida diretta con una rosa ridotta all’osso. Purtroppo l’infortunio di Mazzarani si è rivelato più grave del previsto, si tratta di uno stiramento e dunque per un mese il ragazzo è out. Brutta mazzata perché in questo Livorno era uno dei pochi in grado di accendere la luce, di farti la giocata, e con la personalità giusta per guidare la squadra anche in campo.
Oltre a lui sono fuori uso anche Braken ed Evan’s (un mese circa di stop pure per loro), mentre Bueno è fuori condizione e al momento resta un semplice nome di contorno e non una opzione in più. Quindi si torna ad affrontare una partita decisiva con una rosa scarna, senza opzioni alternative come qualsiasi altra squadra, ma con scelte forzate e non dettate da chi si è allenato meglio o peggio.
Tra l’altro l’unico dubbio rischia di far cambiare le carte in tavola per diversi ruoli. Per Gemignani infatti si deciderà in extremis se rimetterlo in pista (dopo il problema muscolare) o aspettare ancora. In base alla scelta, cambieranno sia la difesa che il centrocampo.
Tutto questo dovrebbe aprire gli occhi (non ai tifosi, che hanno già le idee chiare) sulla posizione di Dal Canto. Se il Livorno è lì in fondo in classifica, le colpe del tecnico sono davvero impalpabili.
A proposito di tifosi. Nelle parole del comunicato della Curva Nord c’è tutto: «La nostra linea pertanto (anche dopo l'ultima cocente sconfitta) rimarrà per ora quella di sostenere la squadra e l' allenatore. Ci teniamo però a precisare che, in cambio del nostro costante e permanente impegno e sostegno, vogliamo vedere in campo 11 guerrieri che sputino sangue e sudore, che dimostrino attaccamento alla nostra maglia, che la onorino! Ogni partita deve essere affrontata come se fosse una finale». Non fa una grinza. C’è anche l’invito da parte della Curva Nord a ritrovarsi alle 16 sotto la gradinata per sostenere la squadra da fuori.
Un ultimo flash sull’Olbia. Con loro gioca Emerson, uno che non sarà mai un avversario. Il calcio è fatto di giocatori, qualcuno è un uomo vero e qualcuno no, come in ogni campo della vita. Ecco, Emerson è un uomo vero. E se negli ultimi anni i nostri risultati sono stati disastrosi, è perché abbiamo smesso di puntare su uomini veri come Emerson. Cacciando senza ritegno dei simboli (vedi Igor Protti) che sono la nostra storia. —
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