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L’ultima scommessa del Livorno è Bueno: «I miei gol per la salvezza»

Fabrizio Pucci
L’ultima scommessa del Livorno è Bueno: «I miei gol per la salvezza»

Trent’anni da compiere, uruguagio giramondo che ha brillato in Nuova Zelanda: «Amo giocare vicino alla porta, è stato Sosa a farmi conoscere gli amaranto»

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LIVORNO. Trent’anni da compiere a luglio, un’intensa esperienza in Nuova Zelanda dove ha vinto la Scarpa d’oro dopo aver messo insieme cifre ragguardevoli: 45 gol in 48 partite in due anni e mezzo con tre maglie diverse: Napier City Rovers, Hamilton Wanderers ed Eastern Suburbs. È chiaro che però parliamo di un campionato tutt’altro che di prima fascia. Dal cilindro del mercato di gennaio è spuntato dunque Martin Bueno Imbrenda che però dalle nostre parti è sconosciuto. Adesso il Livorno affida le proprie speranze di salvezza al metro e novantadue di questo ragazzone uruguayano di Montevideo che con il suo accento spagnolo ha illustrato le proprie caratteristiche: «Mi piace giocare vicino all’area di rigore per cercare di far gol o comunque aiutare la squadra a segnare. Ecco, questo è il mio ruolo. Non amo molto parlare di me, ma se devo dire qual è la mia caratteristica, non ho dubbi: è quella di non arrendermi mai».

Proviene dal Bellinzona, ma ha giocato pure in Messico oltre che ovviamente in Uruguay. Tuttavia il Paese in cui si è affermato è la Nuova Zelanda. Ricordi di quel periodo tra il 2018 e il 2020?

«È vero: ho girato il mondo. Ho anche già giocato in Italia, ma sono innamorato della Nuova Zelanda. È un Paese non molto noto anche dal punto di vista geografico, figuriamoci calcistico ma là mi sono trovato benissimo. Mi piaceva come mi sentivo perché laggiù si vive una vita tranquilla e quando non ci sono problemi fuori dal campo, nella vita personale ci si deve preoccupare solo del calcio, di rendere al massimo e di essere felici giorno per giorno. Proprio così: in Nuova Zelanda si vive benissimo».

E adesso Livorno: come è stato l’approccio con la nuova realtà?

«Qui sono stato accolto molto bene. Sono felice che in questa squadra ci sia un mio connazionale: Cristian Sosa. Il giorno in cui sono arrivato è stato lui a venirmi a prendere, a farmi vedere e conoscere l'ambiente e a parlarmi di come si vive qui in Italia e in particolare a Livorno».

Il Livorno è in piena zona retrocessione e confida nei suoi gol per salvarsi…

«Lo so. Queste situazioni mi sono sempre piaciute perché costringono ogni giocatore a dare sempre qualcosa in più. E io ci sarò. Sappiamo bene che sarà dura, molto dura, ma lotteremo contro tutti al 100%. D'ora in poi dobbiamo mettere tutto sul campo per cercare di salvarci».—

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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