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Dal Canto vuole rialzare il morale «Dispiaciuti ma è sempre lunga»

Fabrizio Pucci
Dal Canto vuole rialzare il morale «Dispiaciuti ma è sempre lunga»

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Fabrizio Pucci

livorno. «Abbiamo perso tre punti pesanti e ora dobbiamo rialzare la testa e mantenere la concentrazione alta perché il campionato non è finito». Concreto ed essenziale Alessandro Dal Canto a fine partita ha impiegato 30 secondi per tracciare la strada che il suo Livorno deve percorrere se vuole salvarsi: «Ho sempre detto che dobbiamo pensare a scansare l’ultimo posto e guardare anche chi ci sta davanti. Certo: avendo perso uno scontro diretto come questo, chi ci sta davanti ha guadagnato qualcosa nei nostri confronti anche perché il Piacenza ha vinto entrambe le partite con noi».

Il tecnico di Castelfranco Veneto ha ripercorso con la memoria il film della partita: «È stata una gara equilibrata, avara d’emozioni anche a causa dell’alta posta in palio. Nel primo tempo siamo andati meglio noi, mentre nel secondo sono andati meglio loro. Abbiamo avuto le occasioni con Blondett di testa e con Haoudi quasi a porta vuota. E nel finale quella di Dubickas che poteva valere il pari». L’infortunio di Evan’s ha scompaginato l’assetto tattico del Livorno. Dal Canto non lo ha negato: «In questo momento a sinistra non ho giocatori visto che non avevo neanche Gemingnani. Mi è mancato un ruolo dove non ho più uno specialista, ma non è colpa di nessuno. Si è fatto male un giocatore che non ha minuti nelle gambe. E’ normale che ci siano delle conseguenze quando si cambia ambiente, allenatore, metodologia di allenamento».

I nuovi non sono andati male: «Siamo contenti di Castellano. Sia lui che Blondett sono in condizione perché nella loro squadra di appartenenza hanno quasi sempre giocato. Buglio è entrato e sta bene, ma lo sapevamo. L’ho fatto partire dalla panchina perché non volevo inserire tutti i nuovi dall’inizio anche perché per esempio non sapevo quanto potesse durare Castellano e a quel punto non avrei avuto un play per sostituirlo; Mazzarani continua il lavoro di recupero dell’intensità della partita perché abbiamo bisogno che tutti siano al top: non ci possiamo permettere la benché minima defaillance». Intanto il calendario non concede tregua: Quattro giorni e si torna in campo: «Dobbiamo essere consapevoli che il solo essere gagliardi ci fa ottenere il massimo. Giochiamo quasi subito? Meglio, perché in questo modo non abbiamo modo di pensare. E vi assicuro che il rammarico c’è perché avremmo voluto regalare un mercoledì diverso a noi stessi e ai nostri tifosi». —

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