Gioco
Un Cecina da applausi: «La vittoria con la Libertas 1947 dedicata ai nostri Parietti ed Elmi»
Turno da mettere in cornice per la squadra di Roberto Russo «Il risultato è frutto di una società che ci protegge e ci fa lavorare»
LIVORNO. La frase fatta, già pronta, confezionata, è lì da millenni: Davide ha battuto Golia. La piccola (sia detto senza offesa) Cecina, dove il giocatore più pagato è ben lontano dai 1.000 euro di rimborso al mese, che batte la ricca Livorno.
Ma, a ben guardare, la vittoria della Sintecnica nel derby sarebbe stata clamorosa se si fosse stati alla prima di campionato. Così, venendo da una settimana nella quale una delle due veniva da una sconfitta di 1 a Firenze (con gli annessi che conosciamo) e l'altra da un – 37 in casa, ci si deve sorprendere un po' di meno perché è evidente che le due squadre stanno attraversando situazioni ben diverse se non agli antipodi, e non solo da un punto di vista tecnico.
Certo, se si vanno a leggere i nomi dei rispettivi roster la vittoria della Sintecnica (o la sconfitta della Opus Libertas 1947) non può non destare meraviglia. Ma in campo poi ci vanno le persone e non i nomi, con tutto quello che hanno fatto o non fatto in settimana. Il basket, per fortuna, non è una scienza esatta.
Il giorno dopo Roberto Russo si gode la vittoria ma con una compostezza degna di un bonzo tibetano: niente smargiassate, niente proclami, nessun autocompiacimento. Magari lo sa, di aver fatto una piccola impresa, ma se lo tiene dentro. «Dedico questa vittoria – dice – a Elio Parietti e Paolo Elmi. Loro sono fondamentali per come mi fanno e ci fanno lavorare, non facendoci mai mancare niente, né dal punto di vista materiale che morale. Da agosto in poi la squadra ha lavorato in un ambiente sereno, senza la minima pressione. Questo ha compensato l'aver giocato sempre senza i nostri tifosi, che ci avrebbero dato una spinta in più».
La rabbia di domenica scorsa, la gioia di questa domenica. Brava Cecina a trasformare in energia positiva la delusione per i fatti di Firenze. «Anche qui è stata fondamentale la società. Lunedì scorso abbiamo fatto una riunione con staff e giocatori. Elmi e io abbiamo detto certe cose, abbiamo fatto capire ai ragazzi che eravamo stati sì vittime di un'ingiustizia ma che questo non doveva minare la nostra serenità e la qualità del nostro lavoro. Per tutta la settimana ci siamo allenati bene e, non scopro certo l'acqua calda, quello che fai in partita è figlio di quello che fai in settimana»
Da un punto di vista tecnico, secondo Russo, la partita è stata vinta «dopo il secondo quarto, in spogliatoio. Ho detto ai ragazzi certe cose nelle quali dovevamo migliorare, nel gioco a centro campo, nelle spaziature, nella difesa sul lato debole. Loro sono stati perfetti nell'eseguire le mie indicazioni». Migliorata anche la percentuale ai tiri liberi, che a Firenze era stato un mezzo dramma... «Sì, ma non sono ancora contento. Ne abbiamo sbagliati ancora troppi, specie in momenti importanti. Dobbiamo migliorare ancora»
Questa vittoria cambia qualcosa, per quanto riguarda obiettivi e classifica? Russo spiega: «Una squadra come la nostra la classifica non la dovrebbe nemmeno guardare e infatti io non la guardo. Sappiamo che alla fine della prima fase andremo a incontrare 8 squadre delle quali si sa poco, se non che sono piene di talento, di fisicità, di esperienza a noi sconosciute. Dobbiamo solo continuare a lavorare come stiamo facendo, migliorando ancora giorno dopo giorno, un passo alla volta». —
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