Gioco
Libertas 1947, ma che succede? Adesso tre sconfitte fanno una mezza prova
Poca personalità e un ko che non è stato digerito dai tifosi Il ds Tamalio: «Escludo la mancanza di impegno, ci rialzeremo»
LIVORNO. Terza sconfitta nelle ultime quattro (e domenica c’è la trasferta di Piombino), pochissima energia e sì, anche un po’ di orgoglio smarrito. Perché dopo una schiacciata subita (da Ceparano), non è possibile - sportivamente parlando - che un playmaker (Gnecchi) stracci la difesa e con un paio palleggi schiacci nuovamente in testa a tutti.
Motivi, questi, che devono far riflettere la Opus Libertas 1947 e che, nel frattempo, hanno fatto irritare (e non poco) la tifoseria di fede libertassina, attraverso commenti e opinioni sparati a ruota libera sulla pagina Facebook del club nell’immediato post gara. C’è chi, addirittura, ha messo in dubbio l’attaccamento alla maglia, oppure l’impegno. «Questo lo escludo nella maniera più categorica - chiarisce il direttore sportivo della Opus, Edoardo Tamalio - i ragazzi fino ad oggi hanno sempre dato il massimo e sono ben consci della gloriosa tradizione che portano sul petto. Per vincere, tuttavia, sono necessari tanti altri dettagli e anche un po’ di fortuna che, da qualche settimana, non sta certo girando a nostro favore. Ma ripeto, sulla serietà e l'impegno dei giocatori non ho il ben che minimo dubbio».
Reazioni e sfoghi che, a mente fredda, lasciano spazio a ragioni meramente più tecniche (squadra nuova per 12 dodicesimi) e di stampo fisico. Anche a Cecina, difatti, la Libertas 1947 si è presentata incerottata, con almeno 2/3 situazioni croniche da gestire. Un trend che si trascina ormai da oltre un mese e che non permette alla Opus di allenarsi con continuità e di conseguenza di giocare serena. «Stiamo pagando i problemi fisici e gli strascichi di alcuni elementi, Riccardo Castelli su tutti. Sapevamo che sarebbe stato un campionato difficile, caratterizzato da alti e bassi. Facciamo un esempio pratico: analizzando le prime quattro vittorie, oltre ai nostri meriti oggettivi, era palese come gli avversari fossero più indietro. Ora, invece, siamo noi ad essere più in sofferenza. Si tratta di un torneo strano e imprevedibile, per la sua composizione e per la discontinuità di rendimento che sta caratterizzando e caratterizzerà molte squadre. E l’unico modo per superare i momenti di difficoltà si cela dietro al lavoro in palestra, nella speranza appunto di recuperare anche chi è a mezzo servizio».
Alle viste, come detto, c’è la più che delicata sfida di Piombino, nella tana di una squadra che sta assai peggio della Libertas 1947 per una stagione nata male e proseguita peggio: «Esatto, Il Golfo più di tutti ha pagato la peculiarità del campionato e i problemi fisici che hanno tenuto ai box i loro giocatori chiave, inizialmente a causa del Covid e poi con l’infortunio di Venucci che lo ha costretto a saltare le ultime due partite. Non per questo Piombino è da considerarsi spacciata, anzi. Il roster gialloblù, affidato di recente a coach Cagnazzo, è di primissimo livello e conosciamo fin troppo bene le loro qualità, vista la partita andata e il precedente di Supercoppa. In più giocheremo un derby, ancora in trasferta. Insomma, sarà un’altra battaglia durissima».
Intanto pure il presidente Roberto Consigli ha affidato ai social il suo pensiero: «Siamo caduti, ma uniti ci rialzeremo! Forza ragazzi!». Un bel messaggio, del primo tifoso della società di via Borra. —
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